La testimonianza di chi ha dovuto lasciare la casa

«Viviamo qui da 16 anni, non era mai successo nulla di simile. Altre volte il livello dell’acqua era salito, ma ci dicevano semplicemente di prestare attenzione, ora la nostra preoccupazione è capire quando sarà possibile tornare nella nostra casa». Parlano due anziani coniugi, entrambi provati per una notte passata all’aperto, nell’argine di via Giovanni Pascoli, a Revedoli, frazione di Eraclea sospesa tra l’omonimo canale e le rive del fiume Piave. Ed è qui che Eraclea tra lunedì e ieri ha vissuto l’emergenza maggiore. L’allarme è scattato lunedì notte, attorno alle 3 quando il sindaco Mirco Mestre assieme ai volontari della Protezione civile ha svegliato la trentina di persone che abitano tra via Giovanni Pascoli e via Murazzetta. In totale una decina di famiglie, tutte fatte uscire di casa. Tre hanno passato la notte al palazzetto dello sport, mentre le altre hanno trovato una sistemazione da alcuni famigliari. Altri ancora hanno passato la notte nell’argine con lo sguardo fisso sulle abitazioni. Per tutti però la vera emergenza è scattata ieri, dopo le 13, quando la situazione è cambiata brutalmente. Con il passaggio della piena l’acqua del fiume ha invaso la golena, poi i giardini e infine le abitazioni. «La riva del Piave è distante oltre cento metri dalle case – ripetono i due coniugi, che nella notte di lunedì hanno trasferito i due figli dai nonni il peggio sembrava passato e invece l’acqua ha iniziato a salire e ad arrivare alle case. Siamo stati avvisati, abbiamo avuto il tempo per mettere in soffitta diversi effetti personali e soprattutto per metterci in salvo. Speriamo solo che l’acqua non faccia troppi danni». Molti altri abitanti della via per tutto il pomeriggio hanno fatto la spola tra l’argine e l’ingresso di casa. Almeno fino alle 17, quando la golena è stata completamente invasa dall’acqua ed è stata disposta l’evacuazione delle abitazioni. Anche per una famiglia di 5 persone, tra le quali due bambini, che si erano barricate al primo piano della loro casa: per metterli in salvo i vigili del fuoco hanno dovuto usare un mezzo anfibio e tutti per scrupolo sono stati assistiti anche dal personale del 118. Quasi tutti sono stati ospitati a casa di parenti. Una decine di persone ha invece passato la notte a Ca’ Manetti dove il Comune ha allestito un centro di prima accoglienza e l’associazione in Cammino con Maria si è occupata della cena servita nel patronato. A Eraclea l’attenzione è stata massima anche nel capoluogo, soprattutto perché il livello del Piave, lungo l’argine che fiancheggia la strada provinciale 52, è giunto quasi alla sommità. Per questo è stato vietato il passaggio dei soliti curiosi nella riva e il ponte è stato presidiato per tutto il giorno dai carabinieri e dalla protezione civile. In via precauzionale l’Amministrazione comunale ha invitato gli abitanti e i commercianti del capoluogo a prestare particolare attenzione, portandosi ai piani superiori. La situazione è stata monitorata per tutta la notte, anche se dalle 19 di ieri l’acqua ha iniziato lentamente a defluire.

Scritto da Giuseppe Babbo per il quotidiano “Il Gazzettino

Eraclea, il sindaco Mestre valuta la piena del fiume Piave

La testimonianza di chi ha dovuto lasciare la casa ultima modifica: 2018-10-31T23:28:46+00:00 da E.O.L.

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