La Corte dei Conti bussa alla porta del Comune per piazza Livenzuola

La Corte dei Conti bussa alla porta del Comune di Eraclea: sotto la lente del procuratore i progetti urbanistici sul litorale, approvati ancora dalla precedente giunta, per valutare la congruità e l’eventuale danno erariale. La questione di piazza Livenzuola e dei nuovi comparti di Eraclea – a proposito della quale pende anche un ricorso al Tar della società “Perla Verde” che dovrebbe realizzarli dopo che la giunta Mestre-Teso li ha bloccati – torna così in primo piano. Le opposizioni avevano sollevato la questione ormai diversi mesi fa, ancora prima delle amministrative. La Lega, in particolare, aveva invocato lo scandalo pubblico pur di fare chiarezza, con le parole accese del segretario Giovanni Burato. Prima la vendita del campo sportivo, poi piazza Livenzuola. Secondo Burato la maggioranza aveva dichiarato un valore di 400 euro/mq sostenendo che il Comune avesse regalato però 3.000 metri cubi di edificabilità sul lotto già di proprietà della società che si è aggiudicata il progetto, contestando dunque un prezzo reale 200 euro al mq. «L’indice esistente a seguito delle varianti urbanistiche su piazza Livenzuola», sosteneva Burato, «è superiore ai 2,5 mc/mq addirittura fuori tabella dei valori Imu e che si potrebbe stimare in almeno 600 euro al mq: tre volte tanto di quanto dichiarato. La valutazione fatta dagli uffici del Comune di Eraclea per la cessione dei terreni pari a 30 eur/mq per il campo sportivo e di 75 EUR/mq per via Livenzuola La Corte dei Conti bussa alla porta del Comune per piazza Livenzuola non risulta essere paragonabile alla cessione di immobili simili. La stima si sarebbe dovuta basare sul valore di trasformazione per un totale di almeno 4 milioni di euro e non di 1.600.000 come dichiarato». La nuova amministrazione ha già sbarrato la strada ai progetti e adesso arriva anche la Corte dei Conti. (g.ca.)

La Corte dei Conti bussa alla porta del Comune per piazza Livenzuola ultima modifica: 2016-12-16T20:35:30+00:00 da E.O.L.

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