Ad Eraclea convegno sulle mafie promosso dal PD, la cittadinanza lo snobba

“Uniti contro le mafie, Eraclea c’è”, era il titolo dell’incontro con gli autori di libri sulla mafia. Ma a Ca’ Manetti, la cittadinanza, ancora una volta, non ha partecipato in massa. La partecipazione non è mancata, ma veniva da fuori. I cittadini di Eraclea continuano a voler voltare pagina e si tengono lontani dagli eventi pubblici. Moderatore l’ex sindaco Giorgio Talon; relatori nella sala gremita, Alessandro Naccarato (PD), ex componente della commissione antimafia, Francesco Trotta, autore del libro “Mafia come M”, la giornalista e saggista Monica Zornetta che ha scritto della mafia del Brenta e di Felice Maniero. E Michela Pavesi, zia di Cristina, morta a 22 anni sul treno assaltato dalla mala del Brenta nel 1990 mentre tornava dall’università. Vittima innocente e dimenticata. Il punto di partenza della discussione è che il fenomeno non interessa solo Eraclea, ma è radicato in tutto il Veneto. Naccarato ha detto chiaramente: «La mafia non è solo qui, ma anche a Verona, Padova, Treviso. Il fenomeno esiste da anni e non si sono voluti vedere i segnali, con scarsa volontà di affrontarli. Si parla di mala del Brenta, cancellando persino la parola mafia. Non si sono fatti i conti con un’ organizzazione autoctona. Collegamenti c’erano anche nel Veneto orientale, a Treviso e Venezia per riciclaggio. Silvano Maritan a San Donà ha avuto un ruolo e legami con altre organizzazioni e la mafia del Brenta. Dal ‘92 esiste una presenza della mafia, con latitanti di camorra, reti logistiche con la mafia del Brenta. Il riciclaggio è uno dei campanelli d’allarme nel Veneto orientale, con evasioni importanti, da riciclare con le stesse filiere della criminalità. In Veneto, già banche e commercialisti operavano con le filiere. Il Veneto è stato scelto perché qui c’erano molti disonesti; evasione e predisposizione a reati fiscali e forte impresa turistica. Costa veneziana, Garda, terme, sono territori legati al riciclaggio per l’evasione o dei capitali dai crimini. Nel ciclo dei rifiuti, c’erano quelli industriali, con una raccolta spesso illegale. E poi il fenomeno dei capannoni incendiati per cancellare tutto ». Trotta, fondatore dell’ associazione “Cosa Vostra” ha parlato dei giovani e della loro percezione confusa della mafia, saltando dal Mose al passante, dalle opere ai rifiuti tossici, parlando di ex politici come Galan. I beni confiscati alla mafia sono passati da 88 a 382, dal 2015 a oggi. «Luciano Donadio a Eraclea», ha ricordato, «era imprenditore di Casal di Principe, patteggiava una pena per estorsione e non era lo stereotipo mafioso». Zornetta ha esaminato l’ordinanza degli arresti di Eraclea e i tanti interrogativi. Poi la testimonianza commossa di Michela Pavesi e dell’ex poliziotto Lauro Catto, dell’associazione vittime di mafia e criminalità, che ha invocato un cambio culturale nei cittadini che devono ribellarsi.

Scritto da Giovanni Cagnassi per il quotidiano La Nuova Venezia.

Ad Eraclea convegno sulle mafie promosso dal PD, la cittadinanza lo snobba ultima modifica: 2019-05-06T18:43:15+02:00 da E.O.L.

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