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Operatori balneari preoccupati per l'aumento dei canoni demaniali |
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Scritto da Maurizio Marcon
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domenica 19 dicembre 2004 |
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E' sempre l'incipiente aumento del 300 per cento dei canoni demaniali al centro delle preoccupazioni dell'Unione regionale e provinciale dei complessi turistico balneari "Unionmare Veneto", il cui direttivo si è riunito ieri nella sede dell'Apt di Eraclea Mare. Presenti i rappresentanti delle località turistiche di Bibione, Caorle, Eraclea, Jesolo, Cavallino, Venezia Lido, Chioggia-Sottomarina e Rosolina Mare, la riunione, presieduta da Luciano Serafini, ha inizialmente affrontato il problema delle modifiche statutarie per il riordino dell'Associazione, passando poi alla designazione dei candidati per il rinnovo del Consiglio nazionale del Sib (Sindacato nazionale balneari) del quale Unionmare Veneto è la rappresentanza regionale.Ma è stato l'aumento dei canoni demaniali ad assorbire le maggiori preoccupazioni, anche perchè non sono state individuate all'orizzonte ulteriori proroghe. Insomma il paventato aumento sta proprio per entrare in vigore e in un periodo di particolare crisi del settore. "Un aumento di tale portata - spiega Natale Ostan, presidente della Gestur - andrebbe ad appesantire ulteriormente i costi di gestione degli arenili, ed in definitiva ricadere sul posto ombrellone in maniera difficilmente sopportabile. La rimodulazione dei canoni in rapporto alla varie tipologie delle attività svolte sugli arenili appare così oggi non più rinviabile".
Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 19.12.2004 Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |