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Mareggiate, sparita la sabbia. I pescatori: sbagliati gli interventi in mare |
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Scritto da Maurizio Marcon
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venerdì 26 novembre 2004 |
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Le mareggiate d'inizio novembre si sono portate via più di metà dei 400mila metri cubi di sabbia pompati in primavera. Se a giugno, a fine intervento di ripascimento, la linea di costa arrivava quasi a metà pennello ora, dopo le mareggiate, è tornata poco più in là della base, quasi come all'origine. A lanciare l'allarme, questa volta, sono gli arrabbiatissimi pescatori del Cogevo (Consorzio gestione vongolari), che già provati per la recente moria delle vongole, vedono confermate le loro previsioni sull'inutlità dell'azione di ripascimento utilizzando la sabbia dei fondali dove vivono i fasolari. Oltre alla perdita immediata di grosse quantità di fasolari con la cancellazione dei banchi naturali dai siti interessati, al depauperamento dell'equilibrio e dell'habitat naturale di molti prodotti ittici, a loro parere, l'intervento di ripascimento, sarebbe stato inutile in quanto in quei tratti di litorale il naturale effetto del mare non avrebbe permesso l'accumulo si sabbia per creare la spiaggia necessaria alla balneazione. "Allora - ricorda Gianni Stival, presidente del Cogevo di Venezia - i funzionari del Consorzio Venezia Nuova ci hanno risposto che il problema stava nella lunghezza dei pennelli, prontamente allungati verso il mare, e nella granulometria della sabbia. Inascoltato è stato il nostro suggerimento di recuperare la sabbia necessaria nel litorale di levante di Caorle. L'argomento addotto dai responsabili del Consorzio Venezia Nuova fu che la sabbia di Caorle era di granulometria troppo fine e sarebbe sicuramente sparita con l'erosione del mare. Ora, perchè la sabbia dei banchi dei fasolari, indicata come la più idonea non ha resistito? Cosa succederà a fine inverno? Il risultato è un grosso danno economico alle imprese di pesca e un enorme sperpero di denaro pubblico". "I Cogevo del Veneto - avverte Stival - non permetteranno più simili interventi. Noi noi siamo contrari all'ampliamento ed al mantenimento delle spiagge a favore delle attività turistico-balneari, contestiamo invece il sistema in cui vengono eseguiti gli interventi di dragaggio che creano vere e proprie cave nei banchi naturali. È possibile invece effettuare il ripascimento degli arenili individuando siti diversi in piena collaborazione con le indicazioni date dai pescatori del Cogevo di Venezia".
Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 26.11.2004 Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |