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«Così si uccide il piccolo commercio» |
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martedì 16 novembre 2004 |
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"Prevedendo un parco commerciale di 25 ettari, a Eraclea Mare, la nuova amministrazione comunale ha decretato la fine del piccolo commercio a Eraclea: in prima battuta spariranno bazaar e piccoli negozi della località balneare e poi chiuderanno fruttivendoli e piccoli supermercati delle altre frazioni con la completa desertificazione dei centri di Torre di Fine, Ponte Crepaldo ed Eraclea capoluogo". Roberto Zucchetto, ex vicesindaco e assessore all'Urbanistica, contesta la scelte della nuova amministrazione di centrodestra, retta da Graziano Teso. "Con il mega centro commerciale si vuol dare il colpo di grazia al piccolo commercio locale che è riuscito a sopravvivere e trovare un equilibrio dopo l'avvento del Centro commerciale di San Donà: con la presenza del nuovo parco commerciale di Eraclea Mare non sarà certamente possibile per i nostri commercianti reggere la concorrenza. La nostra amministrazione di centrosinistra ha lasciato in eredità per piazza Garibaldi e l'area centrale un piano particolareggiato approvato, quindi pronto per l'uso, che se messo in atto sarebbe in grado di offrire benefici subito. Lo stesso dicasi per il Pip di Stretti che per cinque anni si è sostenuto essere una priorità per il rilancio dell'economia comunale: abbiamo ottenuto l'approvazione della Regione, sono stati approvati il piano di lottizzazione e la graduatoria degli assegnatari tra le 30 aziende che hanno fatto richiesta".
Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 16.11.2004 Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |