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Via dai centri la grande viabilità |
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Scritto da Maurizio Marcon
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sabato 06 novembre 2004 |
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Far vivere i centri con le loro le piazze allontanando la grande viabilità. E sull'idea di vivibilità dei centri senza la congestione di traffico portata dalle grandi arterie di attraversamento, almeno quelli maggiori come il capoluogo Eraclea e Ponte Crepaldo, cui aspira la variante al residenziale adottata dal consiglio comunale assieme alle altre tre varianti parziali: individuazione delle zone soggette a piano particolareggiato; individuazione dei perimetri delle zone destinate a edilizia economico popolare; variante parziale di Eraclea Mare, che da ieri fino al 13 novembre sono tutte disponibili per essere prese in visione dal pubblico in Ufficio Segreteria. Per presentare eventuali osservazioni c'è tempo fino al 4 dicembre. "Per quanto riguarda Eraclea capoluogo - sostiene il sindaco Graziano Teso - basta pensare ad una viabilità da San Donà che arrivi giù dall'argine del Piave e poi si infili nella zona residenziale di via Interessati; serve invece un'arteria che dalla prossima circonvallazione di San Donà tagli giù diritto verso la Jesolana, incrociandola a est, ben fuori dell'abitato. Ed anche Ponte Crepaldo, con i suoi 4mila abitanti, il secondo centro del Comune, deve avere il suo centro, una piazza vivibile ed appunto la sua tangenziale che in questo caso va concepita come una variante nord della Jesolana". Il sistema delle strade e il sistema delle piazze, dunque. "È necessario dilatare l'attuale perimetro dei centri - spiega Teso - attraverso la redazione di piani particolareggiati. Dare da un lato la possibilità ai privati d'intervenire sull'esistente con ristrutturazioni e ampliamenti e dall'altro creare le condizioni per il miglioramento dei servizi. A questo proposito tutto il patrimonio edilizio comunale sarà classificato e posto sul mercato attraverso la redazione di singole schede urbanistiche che da un lato permetteranno al privato di intervenire per realizzare edilizia residenziale e avere nel contempo spazi pubblici ammodernati da destinare ad uso sociale". "Resta infine l'edilizia popolare. È dal 1990 - conclude Teso - che a Eraclea non si pensa ad individuare aree Peep: ebbene noi abbiamo individuato quattro aree Erp (edilizia residenziale pubblica) che unite al sistema del Piave, ovvero all'individuazione di due attracchi lungo il fiume, a Eraclea e in corrispondenza di via Largon, dovrebbero chiudere il cerchio delle opportunità di sviluppo residenziale".
Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 06.11.2004 Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |