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"Perchè ora tutto tace sull'istituzione della farmacia di Ponte Crepaldo?" E questa la principale domanda posta dal capogruppo leghista Giancarlo Rossi, nell'ultimo consiglio comunale, assieme ad altre interrogazioni e interpellanze su vari altri temi posti dai gruppi di opposizione. La soluzione dell'annoso problema della istituzione della farmacia di Ponte Crepaldo si è infatti improvvisamente bloccata, essendosi tra l'altro diffusa la voce di un possibile accordo con il principale oppositore dell'iniziativa: il dottor Luigi Papa, titolare della farmacia di Eraclea centro. A questo proposito è necessario ricordare che fin dal consiglio comunale d'insediamento della nuova amministrazione, le posizioni delle forze politiche che fino allora erano state comuni (le delibere sulla farmacia venivano votate sistematicamente all'unanimità dal consiglio comunale), si erano divise: da una parte la nuova maggioranza che ha votato la sospensione dell'iter di insediamento della nuova farmacia, dall'altra le minoranze che insistevano nella volontà di continuare sull'iter intrapreso. La motivazione del blocco della procedura venne allora motivato dal sindaco Graziano Teso, su consiglio del legale del Comune, sostenendo che sarebbe stato opportuno attendere il pronunciamento della Corte Costituzionale, cui si era appellato il titolare della farmacia di Eraclea. Veniva infatti contestata la costituzionalità della legge regionale, proposta dal consigliere Giampiero Marchese, istitutrice in deroga alla normativa vigente della farmacia di Ponte Crepaldo. Inoltre, il ricorso pendente al Tar, su iniziativa del farmacista di Eraclea e dell'Ordine dei Farmacisti di Venezia, si preannunciava dall'esito incerto, in considerazione di una incongruenza contenuta nella legge regionale, dovuta ad un errore materiale nella definizione dell'ambito territoriale della istituenda farmacia, tra legge regionale e la delibera istitutiva della Giunta Regionale. Difendendo l'iter che aveva portato all'istituzione della farmacia comunale di Ponte Crepaldo (si era arrivati alla fase di appalto, essendo in procinto di riunirsi la commissione che doveva scegliere tre la tre proposte di gestione pervenute, ed era già stato affittato il locale che la doveva ospitare) le minoranze votarono contro la proposta della maggioranza di bloccare l'iter avviato con l'intenzione di avviarne uno nuovo. "Come mai - si chiede Giancarlo Rossi - si è rotto il fronte che prima ci vedeva tutti uniti? Si sapeva che l'iniziativa avviata a suo tempo, in deroga alle normative vigenti, era una forzatura politica, ma che vedeva uniti Comune, comunità parrocchiale, Ulss e la stessa Regione. Ora però è tutto fermo: sembra che il Comune si sia arreso a non istituire la farmacia".
Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 05.10.2004 Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |