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Crack Cdc, chiesto il rinvio a giudizio |
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Scritto da Gianluca Amadori
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mercoledì 22 settembre 2004 |
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È chiusa l'inchiesta sulla presunta organizzazione accusata di aver svuotato e fatto fallire una dozzina di società di abbigliamento in tutta Italia, prima fra tutte la Cdc di Eraclea. Il sostituto procuratore di Venezia, Massimo De Bortoli, ha firmato nei giorni scorsi la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di dieci persone. Ora spetterà al gup fissare la data dell'udienza preliminare, nel corso della quale si terrà un primo vaglio delle accuse. Le indagini, condotte dalla Guardia di Finanza, erano iniziate dall'esame degli atti del fallimento della Cdc srl di Eraclea: le Fiamme gialle scoprirono che la società era stata rilevata da alcuni imprenditori toscani e amministrata attraverso alcuni "prestanome" e che, prima del crack, erano stati distratti crediti per circa 1 milione 291mila euro (pari a circa 2 miliardi e mezzo di vecchie lire) e macchinari per un valore stimabile di 258mila euro (circa 500 milioni di lire). Un meccanismo che successivamente, in maniera analoga, sarebbe stato esteso ad altre dodici ditte operanti nel settore dell'abbigliamento di Centro e Nord Italia, dal Veneto alle Marche, Dal Friuli-Venezia Giulia al Piemonte, alla Lombardia. Nel gennaio del 2003 i carabinieri avevano eseguito otto ordinanze di custodia cautelare, firmate dal gip Vincenzo Santoro: tre persone finirono in carcere e due agli arresti domiciliari. Agli altri erano stati imposte misure sostitutive. Le accusa contestate dalla procura, a vario titolo, erano quelle di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati tributari, riciclaggio e bancarotta fraudolenta. Secondo la Guardia di Finanza l'obiettivo della presunta organizzazione criminale era chiaro: prima venivano individuate le aziende in difficoltà; poi si provvedeva all'acquisto e alla gestione per un po' di tempo. Infine, quando la situazione finanziaria si faceva pesante, le società venivano fatte fallire, non prima di essere state spogliate di tutto, beni e macchinari. Dopo gli arresti, gli accertamenti delle Fiamme gialle sono proseguiti e ora il pm De Bortoli ha chiuso l'inchiesta con una richiesta di rinvio a giudizio.
Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 22.09.2004 Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |