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I colleghi della polizia municipale gli avevano appena rifilato una multa avendolo sorpreso con il cellulare all'orecchio mentre era alla guida dell'auto, fermo ad un incrocio. Nero di rabbia, Gianni De Carli, assessore ai Lavori pubblici ad Eraclea, impiegato all'ufficio tributi del Comune di San Doną, stava raggiungendo il suo posto di lavoro in piazza Indipendenza, di lģ a poco avrebbe trovato una sorpresa ancora pił amara: la Guardia di Finanza intenta a rovistare tra le sue cose. Una mattinata iniziata male, destinata a finire peggio: per cinque ore in ufficio gli uomini della Fiamme gialle. Tanto č stato il subbuglio nell'Ufficio (completamente bloccato) che tutto il Comune di San Doną sembrava indagato. Era invece una questione che non riguardava per nulla il Comune sandonatese, ma era un'ennesimo supplemento d'indagine promosso dal pm Carlo Nordio sull'indagine avviata un anno fa nei confronti dell'ex responsabile dell'Ufficio tecnico comunale di Eraclea, architetto Luigino Murador. Come allora un gran dispiegamento di forze essendo state perquisite contemporaneamente abitazioni private e posti di lavoro del sindaco di Eraclea, Alberto Argentoni, di alcuni assessori, svariate societą e studi professionali. Per tutti stesso trattamento: rivoltata l'abitazione privata e il posto di lavoro. Dalla Guardia di finanza non sono trapelati nomi dei perquisiti, solo l'affanno di chi in questi giorni č in piena attivitą. Probabilmente si tratta degli stessi nomi coinvolti l'anno scorso ma, stando alle affermazioni del sindaco, Alberto Argentoni, ci sarebbero anche nomi nuovi: l'assessore al personale Giuliano Roma, ad esempio, che nella primavera del 2000 era fresca recluta e quindi assolutamente non coinvolgibile, il quale si č trovato perquisiti il posto di lavoro all'Asl, in Piazza De Gasperi, a San Doną, e la sua abitazione di Stretti. Tra i nomi eccellenti perquisiti comparirebbero anche lo studio di progettazione Proteco di San Doną, l'architetto Luciano Dalla Mora di Musile di Piave, l'ingegner Dalla Torre di Treviso. Sulle attivitą di indagine della Fiamme gialle di San Doną, il sindaco Argentoni, medico di base, che oltre all'abitazione ha subito la perquisizione degli ambulatori, in un comunicato precisa: "Anche in questa occasione gli amministratori comunali e gli uffici dell'Ente hanno dato massima collaborazione alle forze dell'ordine. Per quanto riguarda il sindaco e gli assessori comunali, la Guardia di Finanza non ha sequestrato nulla nel corso della perquisizione. Nel ribadire la propria fiducia nell'operato della Magistratura, l'amministrazione comunale riafferma la totale estraneitą ai fatti ed a qualsiasi circostanza di rilievo penale ed auspica una rapida conclusione dell'indagine che possa riportare un clima sereno nell'attivitą istituzionale e amministrativa dell'Ente". Insomma in riva al Piave si vorrebbe riprendere il lavoro. Sull'aspetto del "non sequestro" c'č da dire che questa volta gli inquirenti si sono limitati a fare copia dei documenti giudicati interessanti al supplemento d'indagine.
Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 14.06.2001. Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla societą Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla societą Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |