|
Sull'asfalto non ci sono segni di frenata probabilmente non c'è stato alcun estremo tentativo di reazione. L'auto, una Mitsubishi Eclipse, è andata a schiantarsi contro il muretto della chiusa del Consorzio di bonifica Basso Piave. L'urto della vettura è stato tremendo, l'auto si è accartocciata su se stessa e per i due occupanti non c'è stato nulla da fare. Così, sono morti ieri mattina, verso le 10, lungo la provinciale 54 in località Brian di Eraclea, Vincenzo Piccolo, 22 anni, fatti lo scorso 7 luglio, e Marco Lo Chiano, 18 anni, compiuti il 19 luglio scorso. I due giovani, residenti nella frazioni di Vighizzolo nel comune di Cantù, in provincia di Como, sono morti sul colpo. I due ragazzi stavano viaggiando con la loro auto sportiva verso Porto Santa Margherita di Caorle, quando, lungo il rettilineo in comune di Eraclea, Vincenzo Piccolo, che stava conducendo l'auto ha perso improvvisamente il controllo del mezzo che è uscito di strada alla destra lungo la stessa direzione di marcia andando a cozzare rovinosamente contro il muro di cemento della chiusa. L'impatto è stato terribile. Sul posto poco dopo sono giunti i militari della stazione Carabinieri di Eraclea insieme ad un'ambulanza del Suem e all'elisoccorso di Treviso. Insieme alle forze dell'ordine, il pietoso compito di ricomporre le salme dei due sfortunati giovani è toccato ai Vigili del fuoco di San Donà che, sia pur con qualche fatica, e in condizioni non proprio facili, sono riusciti a liberare i corpi delle due vittime dai rottami dell'auto. Rimangono tutte da chiarire le cause dell'incidente, che non ha coinvolto altri mezzi. L'auto stava proseguendo in un rettilineo e la visibilità era perfetta. L'ipotesi, a questo punto, è che alla base della tragedia ci sia stata una distrazione, un malore o un colpo di sonno da parte del conducente del mezzo, provocando il drammatico episodio. Anche l'assenza di una frenata poco primo della zona dello schianto contro il muretto della chiusa ha fatto propendere i soccorritori proprio per l'ipotesi del fatale colpo di sonno. I due giovani si trovavano nel Veneto orientale per le vacanze estive. Insieme ad alcuni amici erano giunti a Caorle alcuni giorni fa dove avevano affittato un appartamento. Vincenzo Piccolo, di origini calabresi, dopo aver lavorato come camionista con il padre, da pochi mesi aveva intrapreso l'attività di "padroncino"; il suo amico Marco di origini siciliane, lavorava nella ditta di ferramenta del padre insieme ai fratelli. I parenti delle due giovani vittime sono stati avvisati poco dopo l'incidente mentre si trovano nelle regioni di origine per trascorrere un periodo di vacanza. Subito dopo le salme dei due giovani sono state composte nell'obitorio di Jesolo in attesa che il magistrato decida sul nulla osta per la riconsegna delle salme alle rispettive famiglie.
Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 12.08.2004 Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |