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Doveva essere una tranquilla giornata, da passare nel litorale di Cavallino-Treporti in compagnia dei propri nonni. Verso l'ora di pranzo invece per una bimba di tre anni, M. P., residente con la famiglia nel comune di Eraclea, ma portata per alcuni giorni sul litorale a casa dei nonni, si è trasformata invece in un dramma, con la piccola che ha riportato gravi ustioni (di primo e secondo grado) sul quaranta per cento del corpo. A provocarle è stato il contenuto di un pentolone bollente pieno di conserva di pomodoro. Una pratica ancora abbastanza diffusa in tutta la costa del Veneziano e un po' in tutto il Nordest, che viene rinnovata proprio in questo periodo dell'anno. Consiste nel far bollire i pomodori per poi imbottigliare la conserva e utilizzarla durante tutto il resto dell'anno. Cosa sia effettivamente capitato ieri attorno a mezzogiorno e mezzo è ancora in parte da chiarire. Dalle prime indiscrezioni raccolte in zona, pare comunque accertata la dinamica del singolare incidente: la piccola si sarebbe infatti seduta, per gioco, sul telo che copriva la pentola ancora bollente e piena di conserva, che era stata messa a "riposare" dai nonni prima di essere imbottigliata. Vi è scivolata quindi dentro, ustionandosi. La miscela di pomodori era ancora caldissima e ha causato delle ustioni di primo e secondo grado su metà del corpo della piccola. In particolare, pare che i punti più ustionati siano stati il fondo schiena e parte delle gambe. Forse a tradire la bimba di Eraclea è stata la sua curiosità, tipica dei bambini di quell'età. Probabile abbia creduto che quella pentola coperta da un telo, altro non fosse che una seggiola con la quale poter tranquillamente giocare. Non è però escluso che la bimba sia finita dentro la pentola per sbaglio, magari inciampando. Tutte ipotesi che saranno chiarite soltanto nei prossimi giorni. Di sicuro c'è il dolore che ha provato la piccola. Spaventati dalle urla della nipotina, i nonni l'hanno immediatamente portata nella vicina Cà Savio presso la sede dei volontari del soccorso della Croce Verde, che per fortuna in quel momento non erano impegnati in interventi esterni (piuttosto frequenti in questo periodo). Proprio i volontari della Croce Verde, subito constatata la gravità della situazione e la giovanissima età della piccola, senza perdere tempo hanno prestato i primi soccorsi. Un intervento tanto tempestivo quanto importante risultato fondamentale per evitare conseguenze peggiori alla bimba. Il drammatico intervento conferma ancora una volta l'importanza di questo servizio di soccorso in zona, un "presidio" più volte messo a rischio se non addirittura sospeso in alcune fasce orarie serali. Gli stessi volontari della Croce Verde hanno poi allertato il Suem 118 di Mestre da dove è stato fatto immediatamente partire un elicottero che ha trasportato in pochi minuti la piccola al Centro grandi ustionati dell'ospedale di Padova. Soltanto successivamente, e comunque dopo gli accertamenti, la bimba è stata trasferita nel centro di chirurgia plastica, dove si trova tuttora ricoverata. Non è dunque in pericolo di vita, anche se i medici si sono riservati la prognosi. Immaginabile lo choc dei genitori della bimba, quando i nonni materni li hanno avvertiti dell'incidente.
Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 03.08.2004 Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |