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Una lunga coda di bagnanti, in attesa davanti ai due soli servizi igienici normali, e la mamma del portatore di handicap che chiede la chiave per accedere con suo figlio al bagno per disabili. "Lui, - sostiene la donna - invalido totale, per una questione di handicap psicofisico, non è in grado di fare diversamente: deve necessariamente sedersi al water". Nasce la polemica. "Voi volete fare i furbi - avrebbe sostenuto invece il gestore dello Stabilmento bagni Duna Rossa Pagoda di Duna Verde - per evitare di fare la coda spacciate il figlio per disabile: il ragazzo si sostiene senza le grucce, muove braccia e mani, può servirsi benissimo del bagno normale alla turca". Dopo alcuni minuti di accesa discussione, da una parte la mamma che si rifiuta di esibire la documentazione che attesti l'invalidità del figlio ("mica posso umiliare mio figlio - protesta - e mandarlo in giro con il cartello invalido scritto in fronte"), dall'altra il severo gestore che presupponendo la non invalidità del ragazzo si rifiuta di dar spago "ai furbi". A dirimere l'antipatica questione interviene la gestrice del bar-chiosco vicino, impietosita dalla polemica, che offre la chiave del suo bagno munito di water. "Non è ammissibile - protesta la mamma del disabile, un ragazzo di 25 anni, proveniente dalla vicina Eraclea - che nel 2004 si possano umiliare in questo modo i portatori di handicap. Eppure quattro domeniche fa quando mi sono rivolta allo stabilimento per affittare un ombrellone, pagato regolarmente 14 euro, domenica scorsa ne ho preso addirittura due pagandoli 28, avevo fatto presente della necessità per mio figlio di avere un bagno per disabili. Tutto è andato bene per tre domeniche, poi l'improvvisa umiliazione. Che mio figlio sia o non sia disabile, il gestore doveva fidarsi della mia parola". "Si vedeva benissimo - spiega invece il gestore - che quel ragazzo poteva utilizzare del bagno anche in piedi. C'è chi vuole fare il furbo per non fare la coda al bagno normale. C'è da dire, a questo proposito, che oltre ai 500 clienti del mio stabilmento, dei due bagni si servono anche i bagnanti dei 100 metri di aree libere vicine, e i clienti del vicino stabilimento Panda assolutamente privo di servizi". "Appena saputo del caso - dice l'assessore al Turismo, Enzo Valvason - ho rivolto le scuse dell'amministrazione comunale alla sfortunata mamma. In merito alla presunta carenza di servizi, che sembra essersi evidenziata in quella zona del nostro arenile, ho ordinato delle verifiche, anche in merito ai posti auto riservati ai disabili. Posso fin da subito osservare che la parte centrale di Caorle, spiaggia di levante e ponente, compresa la scogliera, è più che attrezzata in funzione dell'acceso ai disabili, merito anche l'intervento del Consorzio arenili, al di là della Livenza, a Santa Margherita e Duna Verde, in effetti, la presenza dei concessionari singoli e non associati, oltre ad un certa mancanza di sensibilità verso le categorie meno fortunate, ha rallentato l'abbattimento delle barriere architettoniche".
Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 20.07.2004 Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |