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Pirati depredano una barca naufragata PDF Stampa
Scritto da Maurizio Marcon   
domenica 27 giugno 2004

ImageI nuovi "uscocchi" depredano l'imbarcazione naufragata sulla spiaggia del Mort. Tanto nobile e coraggioso era stato un mese fa l'intervento notturno di salvataggio dei 6 naufraghi sloveni (tre padri con i rispettivi figli) sorpresi dal fortunale al largo di Eraclea, quanto abietta l'azione di sciacallaggio ad opera di ignoti sull'imbarcazione. Tirato in secca in zona demaniale davanti alla darsena del Mariclea, il 12 metri a vela, battente bandiera italiana, essendo iscritto a Chioggia e noleggiato dall'equipaggio sloveno a Porto San Rocco, vicino Trieste, giace su un fianco in zona demaniale. In questi casi lo spirito marinaresco prevede il rispetto per il bene, seppur apparentemente abbandonato, ed invece č scattata la depredazione come per una qualsiasi auto abbandonata in un parcheggio."Hanno smontato i mobili interni - protesta un socio del Mariclea - prelevato la scaletta, perfino la bombola del gas si sono portati via. Ieri hanno tentato di strappare lo strallo dell'albero, se non li fermo rischiano di distruggere tutto, dovendo far leva su un asse di 22 metri. Sembra proprio che siano tornati gli Uscocchi". Anche Stefano Marchesan, presidente dell'Eraclea Turismo, paragona la depredazione della barca alle azioni dei profughi cristiani nelle coste dalmate che fuggendo l'invasione turca, nel 16. secolo, diventarono dei veri e propri pirati delle coste dell'Adriatico, danneggiando non poco Venezia. "Chi si sente marinaio - sostiene Marchesan - dovrebbe sentirsi offeso di questi atti di depredazione. Ci deve essere rispetto per chi č naufragato".

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 27.06.2004
Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla societą Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla societą Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A."
 

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