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Muore dopo un volo di oltre sei metri PDF Stampa
Scritto da Fabrizio Cibin   
mercoledì 23 giugno 2004

ImageIl tetto si è aperto sotto il peso del suo corpo e lui è stato scaraventato sul cemento dopo un volo di oltre sei metri. È morto così Gioacchino Filippi, 52 anni, sposato e padre di due figli, uno dei migliori operai dell'impresa edile Gerotto di Eraclea. Una tragedia sul lavoro che si è consumata tra le 9.30 e le 10 di ieri; l'orario al momento appare indicativo, visto che il corpo senza vita è stato scoperto casualmente da un operaio, dopo le 10. L'incidente è accaduto alla "Jmel Legnami Srl", in via Roma Sinistra, specializzata in semilavorati, arredo per giardinaggio e tetti in legno. Da anni la ditta jesolana ha un rapporto di collaborazione e di fiducia con la Gerotto di Eraclea. "Sono molti anni - ricorda Eugenio Rosin, legale rappresentante della Jmel - che mi affido a questa azienda, che per me è di massima fiducia; in questo caso dovevano effettuare dei lavori all'interno". Tra gli operai c'era Gioacchino. "Quando avevo bisogno di qualche lavoro chiedevo sempre all'impresa di avere lui". Filippi ha con sè anche il figlio Daniele, 26 anni, lui stesso operaio alla Gerotto. La mattinata prosegue secondo programmi e speditamente, come sempre d'altra parte; finchè l'uomo si dirige verso il magazzino numero "due". "Quei capannoni - spiega ancora Rosin - hanno il tetto realizzato con il cosiddetto eternit ecologico, privo di fibra d'amianto; l'ho fatto realizzare nel 1996, ma purtroppo ho sempre avuto dei problemi di infiltrazione d'acqua". Viene così chiesto un controllo, "facendo tutte le raccomandazioni possibili". Che nel caso di Gioacchino erano quasi superflue, visto che era particolarmente scrupoloso sul suo lavoro, in particolare per quanto riguarda il rispetto delle norme di sicurezza. Filippi è così salito sul tetto, poi cosa sia successo realmente lo stabiliranno le indagini avviate dall'ispettorato del lavoro e dal commissariato di polizia, per quanto spetta alle rispettive competenze. L'unica, drammatica, certezza è che il tetto si è aperto sotto il peso del corpo di Gioacchino, che ha battuto violentemente il capo sul pavimento di cemento, dopo un volo di oltre sei metri. Non è escluso che l'uomo sia stato colto da malore mentre si trovava sul tetto e che la rottura sia stata provocata dal suo corpo caduto privo di sensi. Nessuno si è accorto della tragedia che si era appena consumata, anche perchè quello è un magazzino e per questo poco frequentato; finchè un operaio della Jmel, a bordo di un muletto, si è recato da quelle parti, scoprendo così il corpo senza vita di Gioacchino. Dato l'allarme, sul posto è accorso anche il figlio, che si è trovato di fronte al dramma. Giunti sul posto gli inquirenti, coordinati dal pm Micucci, è stata posta sotto sequestro l'area dove si è verificato l'incidente. "Era una persona corretta e precisa, di cui ci si poteva sempre fidare e affidare - ricorda addolorato Rosin - calma, pacata e molto meticolosa". "Una persona buona, un bravo padre e marito e grande lavoratore", dicono chi lo conosceva. Gioacchino Filippi, fra un mese avrebbe compiuto 53 anni, abitava in via Colombo 3, lascia la moglie Serenella Visentin, e i figli Monica, di 28 anni, e Daniele di 26.

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 23.06.2004
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