|
Nuova piazza Garibaldi, il parroco benedice le opere |
|
|
|
Scritto da Maurizio Marcon
|
|
giovedì 03 giugno 2004 |
|
Con la benedizione del Parroco don Mario Liviero è stato inaugurato ieri il primo stralcio della piazza Garibaldi. Lo stralcio più importante includendo la parte centrale davanti al Municipio, a palazzo Ca' Manetti e il monumento ai caduti. Unanime l'apprezzamento per l'intervento (costato un milione di euro e finanziato per il 55 per cento a fondo perduto dalla comunità europea), anche tra gli operatori commerciali che inizialmente avevano colto con diffidenza un progetto basato sulla pedonalizzazione. È indubbio però che la riqualificazione del centro urbano del capoluogo si può dire sia stata avviata con successo. La scelta per l'inaugurazione del 58. anniversario della Repubblica ben ha significato l'importanza di un evento tanto atteso. Pur considerando la palla al piede rappresentata dall'essere la piazza circondata da quinte di edifici non tutti all'altezza, il risultato è certamente ottimale. Va dato atto soprattutto ai progettisti, che hanno vinto il concorso di idee per la progettazione e la direzione lavori: gli architetti Ivan Basso, Giovanni Toccane e Rorato. Eccellente anche il lavoro eseguito dall'impresa Secis di Jesolo e l'assistenza dell'Ufficio tecnico comunale. In particolore l'intervento ha potuto avvantaggiarsi delle esperienze fatte nei comuni vicini, per cui nella scelta dei materiali ci si è orientati verso qualità e spessori adeguati: i cubetti di porfido, ad esempio, hanno uno spessore di 8 centimetri e poggiano su un sottofondo costituito da massello di cemento armato. Pur rimanendo riservata ai pedoni la piazza è a tutti gli effetti carrabile, e questo solo per permettere senza danni il passaggio occasionale dei mezzi di soccorso. La maggiore novità degli arredi urbani è la comparsa della fontana realizzata in marmo di Trani, vicino al monumento ai Caduti. Apprezzati anche gli imponenti (pesano 6 quintali l'uno) punti luce spagnoli a cono che di sera creano suggestivi fasci di luce. E per finire di particolare effetto simbolico la passeggiata che unisce la piazza con il fiume Piave a cui gli eracleensi sono molti legati.
Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 03.06.2004 Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |