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Soffiano sempre più impetuosi i venti di guerra tra Eraclea e Jesolo. Dalle scaramucce sulle concessioni demaniali si sta passando ad atti formali ufficiali: la richiesta da parte di Eraclea di cambiamento dei confini amministrativi tra i due Comuni sulla zona ad est della foce del Piave (il Mort, relative spiagge e laguna) per adeguarli a quelli naturali, susseguenti alla rotta del fiume del 1928. A questo proposito bisogna rilevare che la devastante rotta, responsabile del mutamento dell'ultimo tratto del fiume, non è il 1936, come erroneamente riportato da molte pubblicazioni su Eraclea, ma appunto il 1928. Un dato questo accertato dall'istruttoria in corso per arrivare alla richiesta della modifica dei confini in base alla legge regionale che per le zone disabitate, com'è appunto il Mort, non prevede l'effettuazione del referendum, ma solo le delibere dei due consigli Comunali e la successiva legge del Consiglio Regionale. "Non possiamo più aspettare i comodi di Jesolo - protesta Roberto Zucchetto, vicesindaco e assessore all'urbanistica - è dal giugno del 2003 che abbiamo consegnato a quell'Amministrazione il piano dell'arenile relativo alla zona ad est del Piave perchè ne ratificasse l'approvazione. Come a suo tempo concordato con l'assessore al demanio Renato Martin, il Comune di Eraclea si è preso l'onere di elaborare il piano senza costi per il Comune di Jesolo. Quel pezzo di spiaggia a Jesolo, come ammesso da Martin, non è mai interessato essendo sempre stato gestito da Eraclea. L'area infatti ricade totalmente dentro il nostro territorio. Da parte Eraclea, d'altra parte non è mai stato rivendicato il pezzo di suo territorio rimasto a destra del Piave, a Cortellazzo, sempre in seguito alla piena del 1928. Come da accordi presi con Martin il Comune di Jesolo avrebbe dovuto restituirci il piano dell'arenile approvato senza pretese, tranne appunto di non avere dei costi da affrontare. Ed invece...". Ed invece. "Abbiamo consegnato il piano nel giugno del 2003, e dopo un primo passaggio in consiglio comunale in novembre, più nulla. Nonostante le assicurazioni di Martin, si è continuato a tergiversare pretestuosamente e il Piano non è più stato portato in consiglio comunale per la definitiva approvazione. E' possibile che Jesolo ora abbia delle mire, o che sia una ripicca perchè Eraclea non ha aderito per lo smaltimento rifiuti alla loro società Alisea anzichè l'Asvo, di certo questo atteggiamento di Jesolo ci sta provocando danni enormi. La settimana scorsa siamo stati costretti ad andare In Regione per stralciare dal Piano dell'arenile la parte ricadente sotto i confini amministrativi di Jesolo. Non si può più andare avanti così". "E' da tempo - rilancia Graziano Teso, consigliere d'opposizione- che ho posto la necessità di adeguare i confini amministrativi dei due comuni a quelli naturali: prima con l'amministrazione Visentin e poi con la prima amministrazione Argentoni, in entrambi i casi il consiglio comunale si è espresso favorevolmente all'unanimità, ma poi nè Visentin nè Argentoni hanno dato corso alla delibera per "non litigare", dicevano, con Jesolo".
Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 26.05.2004 Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |