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«Paga o ti faccio andare in galera» |
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Scritto da L.L.
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martedì 25 maggio 2004 |
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L'uomo era solo e malato. Negli ultimi anni viveva in un albergo di Abano Terme. Ma i soldi li aveva. E l'imprenditore edile e la moglie ne avrebbero approfittato. Si sarebbero fatti dare oltre un miliardo di vecchie lire in cambio di lavori che ammonterebbero a 240 milioni. Inoltre sarebbe stato costretto a vendere una casa al mare il cui valore era di 760 milioni per 230 milioni. Il pubblico ministero Orietta Canova ha posto la parola fine su un'inchiesta molto inquietante e adesso chiede il rinvio a giudizio di una coppia di aponensi e di un veneziano. Gli indagati sono Mauro Pressato e la moglie Patrizia Pistore, entrambi quarantatreenni, titolari della ditta "Terme Coperture". Sono accusati a diverso titolo, di circonvenzione di incapace, estorsione, favoreggiamento, false dichiarazioni all'autorità giudiziaria e riciclaggio. La coppia è difesa dagli avvocati Massimo Rossetto, Bruno Cerato e Ferruccio Pezzangora. Il terzo indagato è Gianni De Carli, residente ad Eraclea, accusato di circonvenzione di incapace. Il pubblico ministero Canova gli imputa di avere acquistato una casa di due piani al mare di Eraclea per quattro soldi. La vittima del presunto raggiro si chiamava Giuseppe C., aveva 65 anni. I fatti avrebbero avuto luogo tra l'ottobre e il dicembre 2001. E il poveretto è morto proprio il 27 dicembre di quell'anno, appena pochi giorni dopo essere riuscito a raccontare tutto al magistrato. La vicenda è iniziata quando l'uomo aveva deciso di trasformare alcuni depositi e magazzini, situati in via Sperone Speroni, di sua proprietà. Un piano terra che è stato trasformato in sette garage che hanno la capacità di contenere 33 auto. Secondo i calcoli fatti fare dal pubblico ministero i lavori, eseguiti da Mauro Pressato, sarebbero ammontati a 240 milioni. Invece l'imprenditore sarebbe riuscito a farsi consegnare dall'anziano 1 miliardo 70 milioni. E avrebbe tentato di portargli via anche una bifamiliare ad Abano. Ma per puro caso l'"affare" non è andato in porto. Pressato sarebbe riuscito a farsi consegnare dall'uomo tutto quel denaro con la minaccia di mandarlo in galera. Gli diceva che se non lo avrebbe pagato andava a denunciarlo. La casa al mare sarebbe stata venduta per pagare i "debiti" che l'anziano avrebbe avuto con Pressato.
Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Padova del 25.05.2004 Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |