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Da dieci anni era tregua tra Eraclea e Jesolo, sembravano sopite le antiche rivalità, in particolare la contesa sul Mort e le vicine spiagge. Ora proprio un pezzo di spiaggia a est del Mort, di circa cinquecento metri, tornato ad essere rivendicato dal Comune di Jesolo, anche se è sempre stato gestito balnearmente da Eraclea, potrebbe riaccendere un nuovo "casus belli". La scintilla è il contenzioso sorto per le concessioni demaniali revocate dal Comune di Eraclea che ha portato i concessionari, oltre a fare ricorso al Tar, a rivolgersi al Comune di Jesolo, in quanto legittimo proprietario, essendo quel pezzo di spiaggia una sua enclave territoriale all'interno del territorio di Eraclea. Un territorio "lontano" in quanto al di là del Piave che ha sempre svolto funzione di confine geografico tra i due Comuni. Ora però quel pezzo di spiaggia, di cui Jesolo negli ultimi anni si era disinteressato, è diventato improvvisamente appetibile a causa del nuovo piano dell'arenile che individua oltre a nuove concessioni per gli affitta ombrelloni anche la realizzazione di un nuovo chiosco. I chioschi, si sa, sono in grado di dare profitti altissimi. E così la ricca Jesolo, che già possiede più di quattordici chilometri di arenile, ha pensato bene di tornare ad esercitare il possesso su quel pezzo di spiaggia dimenticato. In teoria Eraclea dovrebbe lasciare il passo, ed in effetti si sarebbe anche abbozzato un accordo tra i due Comuni, ma in riva sinistra del Piave mal si digerisce di dover accollarsi i costi di fogne e servizi per lasciare quasi al netto gli altissimi cespiti del chiosco alla Jesolo Turismo anzichè all'Eraclea Turismo. Dopo le elezioni spetterà alla nuova amministrazione comunale di Eraclea trattare la resa, oggi comunque sono sempre più forti i discorsi, forse perchè siamo in campagna elettorale, di far pagare il "giusto prezzo" a Jesolo. La storia racconta delle epiche battaglie combattute tra jesolani ed eracleensi, a cominciare da quella di Valle Ossi nel 736. Un toponimo che deriva appunto dai resti delle tante ossa umane rinvenute in quei luogo, residui dei guerrieri sepolti dopo quella cruentissima battaglia. A riaccendere gli animi nel secolo passato c'è voluta la tremenda rotta del Piave, del 1936, che accorciò l'ultimo ramo del fiume, facendolo sfociare a Cortellazzo, creando così la laguna del Mort (appunto dal ramo morto del Piave). Tutta quell'area a Est della foce, che un tempo era ovest, cioè la spiaggia a mare del Mort e metà laguna sono rimasti formalmente ancora sotto Jesolo, anche se di fatto sono sempre stati gestiti (anche urbanisticamente) da Eraclea. Tutto bene fino a quando non si parlato del nuovo chiosco previsto dal piano dell'arenile.
Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 16.05.2004 Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |