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«Sabotaggio alla draga russa» PDF Stampa
Scritto da Maurizio Marcon   
venerdì 30 aprile 2004

ImageGli operatori turistici hanno subito parlato di "sabotaggio", molto più caute le autorità amministrative ed inquirenti sull'origine dell'ennesimo "contrattempo" che ha ostacolato le draghe nel lavori di ripascimento dell'arenile. Martedì mattina, al momento di scaricare sull'arenile il miscuglio di sabbia e acqua, la draga russa è stata fermata dagli operatori a terra della Mantovani, l'impresa del Consorzio Venezia Nuova incaricata al ripasciamento: si erano accorti che l'ultimo tubo immerso in acqua della condotta, che porta a terra il miscuglio di acqua e sabbia, era sbullonato. Inevitabile fermare subito l'intervento per riavvitare i bulloni. Il tempo di chiamare i sommozzatori e procedere alla riparazione e quasi un'altra giornata di lavoro se ne è andata. A questo proposito bisogna ricordare che i lavori erano stati sospesi fin da venerdì scorso, quando c'era stata la manifestazione dei fasolari dei Cogevo dell'alto Adriatico. "Già nel pomeriggio di venerdì, dopo la manifestazione dei pescatori - nota l'assessore ai lavori pubblici comunale, Gianni De Carli - il geometra dell'impresa Mantovani aveva notato che qualcosa non andava nell'ultimo tratto sommerso della condotta. Anche se gli animi quella mattina erano particolarmente caldi non voglio assolutamente pensare ad un atto di sabotaggio come pensano gli operatori turistici. Certo che in questo modo si sono persi ancora giorni preziosi di lavoro, e proprio nell'imminenza dell'apertura della stagione turistica". "Le buone notizie - continua De Carli - arrivano comunque dall'incontro chiarificatore tenuto lunedì pomeriggio al Magistrato alle Acque: a fronte dell'impegno per il futuro di aprire un tavolo di concertazione dei lavori che tenga conto del punto di vista di tutti i soggetti interessati allo scavo di sabbia al mare e al ripascimento, pescatori fasolari e comuni compresi, c'è stato l'impegno dei vari rappresentanti del Cogevo, da Monfalcone a Chioggia, di non ostacolare più i lavori attualmente in atto. Ora se il tempo tiene le due draghe, lavorando a pieno regime potrebbero comunque portare a termine in tempo utile i lavori. In questa prima fase non verrebbero però stesi sopra la sabbia di cava, che continua per quanto scura a dimostrarsi pulita da conchiglie e di ottima granulometria, i 50mila cubi di sabbia dorata, previsti dall'intervento, scavati nella spiaggia della Madonna dell'Angelo a Caorle".

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 30.04.2004
Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A."
 

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