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Sono arrivati da Monfalcone, Chioggia, Venezia, Caorle e Cavallino e si sono schierati a corona sullo specchio d'acqua antistante il luogo dove una draga russa, da una settimana, ha iniziato a scaricare la sabbia per il tanto atteso (dagli operatori di Eraclea Mare) ripascimento dell'arenile. E con la sabbia, però, sull'arenile sono stati "pompati" anche fasolari, folpi, canocchie, sogliole, canestrelli, cape sante, garusoli: una strage di specie ittiche destinate a marcire. Un delitto se si pensa che pescate avrebbero potuto rappresentare ottime pietanze. Ieri mattina a Eraclea Mare, erano diversi pescherecci (52 secondo i dati degli organizzatori) dei Co.ge.vo (Consorzi per la gestione della pesca dei molluschi bivalvi) di Chioggia, Venezia e Monfalcone. Praticamente si sono dati mobilitati a protestare tutti i vongolari di mare dell'alto Adriatico. Una manifestazione pacifica, va precisato, anche se gli operatori della località balneare parlano d'interruzione di pubblico servizio, contestando il fatto che la draga è stata costretta ad interrompere i lavori, essendole stato impedito di avvicinarsi sotto costa. Ieri mattina sul litorale si sono scontrate due arrabbiature di segno opposto: da una parte quella dei pescatori che si vedono "sottratto definitivamente" il banco di sabbia, 8 miglia a largo di Cortellazzo, dove crescono in abbondanza i ricercati fasolari, dall'altro gli operatori turistici che hanno assistito all'ennesimo intralcio dei tanto attesi lavori di ripascimento dell'asfittica spiaggia. "Sono trent'anni - protestano - che stiamo aspettando quella sabbia". Di contro i pescatori. "Noi non contestiamo - dice Mario Vio, direttore del Cogevo di Venezia - il buon diritto degli operatori di Eraclea e Cortellazzo ad avere la loro tanto attesa sabbia. Contestiamo che questa sabbia sia prelevata in fondo al mare. Soprattutto quella a 8 miglia a largo di Cortellazzo che rappresenta un sito unico per la produzione dei molluschi bivalvi. Quel sito, già linea di costa all'epoca dell'era glaciale Wurmiana, offre dei sedimenti sabbiosi unici per la produzione dei fasolari. Una volta tolta la sabbia, ai fasolari verrebbe a mancare l'habitat. Questi tipo di banchi di sabbia sono presenti solo al largo delle coste dell'Alto Adriatico. Su quei banchi di sabbia vivono 200 imprese, circa 600 famiglie. Il nostro timore è che dopo il banco al largo di Cortellazzo, con la scusa di ripascere il resto della costa si vada all'attacco degli altri banchi". "450mila metri cubi di sabbia - spiega Stefano Benetton dell'Op fasolari di Chioggia - sono l'equivalente di uno dei colli Euganei, cioè un volume più di mille case con garage e taverna. In questo caso il volume asportato non si nota perchè è sotto acqua, ma il danno per la biologia marina del posto è enorme. Si consideri poi che qui sedimenti marini millenari, una volta portati sottocosta, liberano nell'acqua delle particolari sospensioni che privano di ossigeno l'acqua e il fondale, provocando la moria dei molluschi del posto. Visto che a Caorle, nella spiaggia di levante, ci sono milioni di metri cubi di sabbia, che danno anche fastidio, perchè si va lì a scavare, lasciando in pace il prezioso fondale marino". "Portando via quella sabbia - protesta Livio Bortoluzzi, pescatore di Cavallino - ci portano via il nostro futuro". Sabbia preziosa, insomma, ed anche bella. A parte il colore scuro (comunque rimediabile dal sole con il tempo), ma sulla granulometria e la mancanza di limo le opinioni di pescatori e operatori concordano: la sabbia è ottima. "Non vogliamo fare la guerra tra poveri - sostiene Natale Ostan albergatore, presidente del Consorzio arenili di Eraclea Mare - ma, pur riconoscendo i buoni diritti dei pescatori, a noi quella sabbia serve innanzitutto per la difese a mare. Gli interessi turistici sono il secondo aspetto del problema: il primo è la messa in sicurezza idraulica del territorio. Arriva uno sciroccale più forte del solito, come nel 1966, ed Eraclea Mare torna sotto due metri e mezzo d'acqua. L'altro motivo che ci crea molta preoccupazione è il protrarsi del ritardo: dopo quello provocato un mese fa al momento delle autorizzazioni, i pescatori anche oggi si sono resi responsabili di un ulteriore sospensione: fra 15 giorni inizia la stagione turistica e noi abbiamo ancora la spiaggia che è un cantiere, con le ruspe che vanno avanti e indietro".
Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 24.04.2004 Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |