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Eraclea, via libera al ripascimento PDF Stampa
Scritto da Maurizio Marcon   
domenica 21 marzo 2004

ImageSono quattro le Ordinanze emanate dall'Ufficio circondariale marittimo della Capitaneria di Porto di Caorle per consentire di dragare la sabbia al largo di Cortellazzo e pomparla sul litorale tra Eraclea Mare e Cortellazzo. Per ognuno dei due interventi sono state firmate due distinte ordinanze: una per consentire il prelievo nella cava marina, l'altra per l'esecuzione dei lavori sul litorale. In linea teorica sarebbero state necessarie tre sole Ordinanze, essendo unica la zona di prelievo a mare, ma la superiore Capitaneria di Porto di Venezia, con cui l'Ufficio di Caorle è stato costantemente a contatto, ha consigliato ordinanze distinte anche perchè diverse sono le imprese ad eseguire i lavori: ad Eraclea è la ditta Mantovani di Padova, mentre a Cortellazzo interviene l'Associazione d'impresa Scuttari e Clodiense opere marittime di Chioggia. I primi a gioire dello sblocco dei lavori sono stati gli operatori turistici che vedono così fugato il rischio di un'ennesima stagione senza sabbia. Ora che c'è il tanto atteso via libera della Capitaneria di Porto la palla passa alle imprese, per poter terminare l'intervento entro il 15 maggio, data d'inizio ufficiale della stagione turistica. A Eraclea Mare non ci dovrebbero essere problemi in quanto la ditta Mantovani sembra sia in grado di compiere i lavori di ripascimento concordati per quest'anno (circa 400mila cubi di sabbia) entro trenta giorni. Un operazione lampo, che dovrebbe iniziare fin dalla prossima settimana, visto che si sta valutando di far intervenire due draghe, una delle quali sarebbe russa. "Esprimo soddisfazione per la soluzione - dice Graziano Teso (Civica per Eraclea) - dell'intricata questione delle autorizzazioni. Posso assicurare che in Regione si è lavorato smuovendo vere montagne di ostacoli per arrivare a conseguire il risultato. Va dato atto anche alla Magistrato alle acque di aver premuto ed essere intervenuto con efficacia. Infine ringraziamo la Capitanerie di porto di Caorle e Venezia per l'impegno profuso". Molto meno contenti della piega che ha assunto la vicenda sono, come noto, i pescatori che paventano danni all'ecosistema del sito sabbioso che ora diventa cava marina. Per loro l'unica via, al momento, sarebbe rappresentata dal ricorso amministrativo.

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 21.03.2004
Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A."
 

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