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Escavi in mare, è stato di agitazione PDF Stampa
Scritto da Fabrizio Cibin   
sabato 20 marzo 2004

ImageGiudizio negativo della Commissione della Pesca, che ha chiesto un incontro urgente con tutte le parti interessate, stato di agitazione del Cogevo e parla di procurato allarme per le ipotesi formulate sulla presenza di ordigni bellici del Kosovo. È linea dura su tutti i fronti contro il progetto di escavazione di migliaia di metri cubi di sabbia da un banco che si trova a otto miglia dalla costa jesolana, all'altezza di Cortellazzo, per il ripascimento della spiaggia di Eraclea. Un'operazione contestata da esperti di pesca e biologi marini che considerano il banco uno dei pochi luoghi ideali per la riproduzione della fauna ittica di tutta la costa veneziana. Tra giovedì e venerdì si sono svolti alcuni importanti incontri che sono serviti per approfondire la questione, oltre che per delineare le linee di intervento e, in tali casi, di "battaglia" contro il progetto. Ieri mattina si è tenuto l'atteso incontro della Commissione della Pesca, che era stato sollecitato da Aldo Benedetto Tagliapietra, responsabile dell'Autorità della pesca dell'Alto Adriatico; su sedici rappresentanti di enti e istituzioni che fanno parte della Commissione, ne mancavano nove, cosa che ha lasciato un po' perplessi, ma che non ha impedito lo svolgimento dell'incontro che è iniziato con una specifica richiesta di chiarimenti circa le notizie dei giorni sulla possibile presenza di ordigni bellici del Kosovo sganciati nell'area dell'escavo. "Il comandante di fregata Mario Cento, che ha presieduto la commissione - riferisce Tagliapietra - ha spiegato che le verifiche sono fatte a titolo precauzionale, ma che nulla hanno a che vedere con le bombe del Kosovo; inoltre già nel 1999 era stato fatto un monitoraggio in occasione del primo prelievo e la zona è sicura". Si è quindi arrivati all'approfondimento della questione che riguarda l'escavo, del modo di operare della Regione (che Tagliapietra continua ad accusare anche per non avere coinvolto l'Autorità e le categorie) e dei rispettivi interessi, quelli dei pescatori e degli operatori turistici che attendono speranzosi il ripascimento. E a quanto pare i metri cubi di sabbia che è previsto di prelevare sarebbero addirittura 1.450.000, per 3.6 chilometri quadrati. Alla fine è stato approvato un documento con il quale la Commissione della Pesca, dopo avere preso atto della complessità della materia e i contrapposti interessi, propone la convocazione di una riunione urgente tra tutte le parti prima dell'inizio dell'operazione e comunque esprime un giudizio di carattere negativo. Intanto sono state le stesse categorie dei pescatori a prendere posizione. Nel pomeriggio il Cogevo (il Consorzio di gestione e valorizzazione dei molluschi bivalvi) di Chioggia, Venezia e Monfalcone, ha informato la Prefettura, la Capitaneria di Porto e l'Autorità della pesca dell'Alto Adriatico, della decisione di decretare lo stato di agitazione, valutando di adire a vie legali e di ricorrere a forme di protesta per tutelare i loro diritti. Una situazione difficile, dunque, di scontro aperto, che a questo punto potrebbe essere almeno in parte risolta, o ammorbidita, con un intervento della Regione che potrebbe cercare un compromesso per mettere d'accordo tutte le parti. Come si ricorderà Tagliapietra aveva proposto di monitorare altre zone per verificare se ci fosse la sabbia compatibile con quella presente sulla spiaggia di Eraclea, evitando quindi di intervenire in quel banco al largo della costa di Cortellazzo.

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 20.03.2004
Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A."
 

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