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Ma il vero problema sarebbero le bombe PDF Stampa
Scritto da Maurizio Marcon   
giovedì 18 marzo 2004

ImageNon c'entrerebbe niente la pesca: a preoccupare la Capitaneria di porto nel rilasciare l'Ordinanza per procedere con l'intervento di ripascimento dell'arenile sarebbe il problema bombe. Le bombe sganciate in mare dai piloti americani di ritorno dai raid in Bosnia. Il condizionale è comunque d'obbligo perchè sulla questione bonifica bellica della cava marina, posta 8 miglia al largo di Cortellazzo, c'è il massimo riserbo. Nessuno della autorità competenti (Magistrato alle acque, Regione, Comuni di Jesolo ed Eraclea, Capitaneria di Porto) si lascia sfuggire niente in merito ai "regalini" dei piloti americani. Parlano invece gli operatori turistici che vedendo il prolungarsi "inspiegabile" della procedura autorizzativa hanno cercato di "approfondire" il problema. Che i pescatori si siano agganciati alla problematica ripascimento, denunciando presunti danni alla pesca a causa dell'escavazione della cava marina, era in verità apparso strumentale fin da subito alle stesse autorità competenti. E questo lo fanno ricordando come nel 1999 il Ministero dell'ambiente avesse autorizzato l'escavo della sabbia marina e che la Regione non avesse fatto altro che prorogare i termini temporali di quell'autorizzazione. Alla Capitaneraia di porto di Caorle si continua ad insistere sulla generica "complessità del problema e delle difficoltà intervenute, senza che far queste ci sia quella della pesca". Insomma è ufficiale: la pesca non c'entra niente. E allora quali sono questi ostacoli impronunciabili? "Le bombe e la conseguente bonifica bellica", dicono gli operatori. Una indiretta conferma sulla delicatezza della problematica sarebbe lo stretto coinvolgimento della superiore Capitaneria di porto di Venezia, nella persona dell'ammiraglio. Che la questione sia complessa e delicata non ci sono più dubbi. C'è però da rilevare che la stessa Capitaneria di porto di Caorle lancia un messaggio di speranza: "Entro brevissimo tempo la situazione potrebbe sbloccarsi". Sembra che il problema da risolvere sia di tipo tecnico: come precedere con la bonifica bellica accelerando al massimo i tempi per ultimare i lavori entro metà maggio. La ditta Mantovani incaricata ad eseguire i lavori sarebbe disponibile ad intervenire con due draghe. Dietro di lei a spingere perchè la situazione si sblocchi ci sono: il Magistrato alle acque, la Regione, i Comuni e il Consorzio Venezia Nuova, di cui la Mantovani fa parte. Oltre ovviamente agli operatori che vedono profilarsi il rischio di un'ennesima stagione senza sabbia sull'arenile. Ieri in tarda serata la riunione tra le parti (e tra queste non c'erano i rappresentanti dei pescatori), che avrebbe dovuto sbloccare al situazione, era ancora in corso.

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 18.03.2004
Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A."
 

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