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La protesta dei pescatori ferma i lavori per la spiaggia PDF Stampa
Scritto da Maurizio Marcon   
giovedì 11 marzo 2004

ImageHanno più diritto i fasolari a tenere integro il fondale marino dove abitualmente pescano o gli operatori turistici che puntano alla sabbia di cava marina per ripascere l'arenile sempre più asfittico? Pesca ed economia turistica sono venuti improvvisamente in conflitto: entrambi ambiscono ai preziosissimi granelli di rena che giacciono in fondo al mare, a 10 miglia dalla costa. Per combattere l'erosione marina del litorale la Regione ha infatti affrontato, tra la foce del Piave e il Tagliamento, un'opera ciclopica di difese a mare e relativo ripascimento. A Eraclea Mare stava quasi per completarlo, quando è scoppiata la guerra della sabbia: dopo aver fatto eseguire studi specifici sulle correnti marine da uno studio inglese, che ha elaborato un preciso modello matematico, ha smantellato i vecchi pennelli di roccia per costruirne di più radi e imponenti, soprattutto lunghi il doppio; puliti accuratamente i letti, preparato con cura il cantiere per permettere alla draga di pompare la sabbia pescata nelle cave marine autorizzate, la ditta incaricata è stata costretta ad interrompere i lavori: l'Ufficio Circondariale della Capitaneria di Porto di Caorle non aveva emesso l'ordinanza di rito per il dragaggio. Era successo che i pescatori avevano accampato i loro diritti a pescare, minacciando rimborsi miliardari. Stando a quanto sostiene la Regione, esisterebbe invece un'Autorizzazione emessa dal ministero dell'Ambiente nel 1999, che la Regione stessa ha prorogato nei limiti temporali, rispettando comunque il quantitativo di sabbia autorizzato da prelevare. Tutto in regola, insomma, a detta della Regione. Non così per l'Ufficio circondariale di Caorle, pressato dalle proteste dei pescatori. E nonostante la Regione nei giorni scorsi avesse reiterato per fax la legittimità dell'autorizzazione allo scavo, i lavori non sono ripresi. «Qui si rischia un "bagno di sangue" - commenta con una metafora l'assessore ai Lavori pubblici Gianni De Carli - perchè procrastinando l'ultimazione dei lavori di ripascimento si va troppo avanti nella stagione, costringendo così a sospendere tutto fino al prossimo anno: anche quest'anno l'arenile di Eraclea Mare resterebbe senza la tanto attesa sabbia. Dopo che la Regione ha rinnovato la dichiarazione di legittimità dei lavori di dragaggio non è nei poteri della Capitaneria bloccare tutto. È come se il Comune dovesse fare dei lavori in una strada e il comando dei vigili si rifiutasse di emanare la relativa ordinanza d'interruzione al traffico. Saltando i tempi degli appalti la ditta appaltante potrebbe chiedere un mega risarcimento". Come i pescatori d'altra parte. Ieri sera per cercare di risolvere la questione è stata convocata una riunione in Capitaneria di Porto a Venezia, presente l'ammiraglio.

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 11.03.2004
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