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Pontili sul Brian, il pericolo è il moto ondoso. Zucchetto: «Sono canali navigabili...» PDF Stampa
Scritto da Maurizio Marcon   
sabato 28 aprile 2001

Fare attracchi e darsene sul canale Brian? I pareri si dividono, anzi si contrappongono, coinvolgendo nel contrasto associazioni, enti e istituzioni pubbliche. La recente decisione del Comune di Eraclea di inserire due darsene a Brian e due attracchi, a Stretti e Cittanova, nella variante al Piano regolatore generale per il settore produttivo, ha scatenato la polemica di Legambiente. Da una parte si difende l'idea di una valorizzazione ambientale vista attraverso il turismo fluviale, dall'altra si antepone il problema dei rischi del moto ondoso e in generale la fragilità del corso d'acqua visto dal punto di vista della funzione di bonifica. Tesi che portano a posizioni opposte sulla scelta di realizzare o meno opere fluviali per la navigabilità del corso d'acqua. Di mezzo c'è certamente il problema irrisolto di come governare la navigazione dei potenti e numerosi motoscafi che solcano i corsi d'acqua dell'entroterra. A sperimentare la difficoltà di realizzare degli attracchi sul Brian è stato per primo il Comune di Torre di Mosto che, dopo aver ottenuto la disponibilità di 75 milioni di finanziamento dall'Unione europea, attraverso il Gal della Venezia Orientale, si è trovato di fronte al veto del Consorzio di Bonifica, fatto successivamente proprio dalla Regione al momento di approvare la variante generale al Prg. "Per quanto concerne la fruibilità del canale Brian - sostiene la Regione - si ritiene di condividere la considerazione del Consorzio di Bonifica Basso Piave che esprime parere negativo sulla proposta di attrezzare le rive del canale, in quanto il moto ondoso, provocato dai natanti, provocherebbe erosioni di sponda pregiudizievoli dell'integrità delle scarpate e dei corpi arginali di un'opera essenziale per la difesa idraulica dell'intero vasto territorio bonificato". In sostanza le stesse considerazioni alla base della polemica di Legambiente, sostenuta ripetutamente dal suo segretario regionale, Giosuè Orlando. "Abbiamo scritto due volte al Comune di Eraclea - protesta Orlando - senza ricevere risposta. Sembra addirittura che ci sia contraddizione tra l'assessorato ai lavori pubblici, che nega l'ipotesi di costruire darsene sul Brian, e l'assessorato all'urbanistica che le propone nella variante al Prg". "C'è probabilmente stato un equivoco - spiega l'assessore all'Urbanistica, Roberto Zucchetto - sui riferimenti ai canali: a Brian confluiscono sia il canale Revedoli-Largon, braccio costiero della Litoranea Veneta che il Brian-Taglio, ramo dell'entroterra della Litoranea. In ogni caso sono canali navigabili ed è, a nostro parere, più che legittimo prevedere di attrezzarli con attracchi leggeri. È lo stesso Consorzio Litoranea Veneta a farci reiterate richieste di ripristino e manutenzione dei ponti girevoli. A questo punto bisogna che istituzioni ed enti preposti si mettano d'accordo: la Litoranea Veneta è o non è navigabile?".

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 28.04.2001.
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