| Argentoni: qui serve il comune del litorale |
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| Scritto da Maurizio Marcon | |
| giovedì 18 gennaio 2001 | |
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«Porto Santa Margherita sotto Eraclea». È la parola d'ordine del nuovo comitato di cittadini che si è costituito nei giorni scorsi a Porto Santa Margherita, recepita però senza entusiasmo, anzi con un po' di perplessità, dal sindaco di Eraclea, Alberto Argentoni. «Non si risolvono così - sostiene - i problemi del litorale». Ma il dado, dall'altra parte, sembra ormai sia stato lanciato: «Constatata l'assoluta insolvenza della pubblica amministrazione ed enti preposti - spiega il referente del Comitato, Renato Lionello - anche dopo varie promesse mai mantenute; considerato il degrado che i vari problemi producono alla località, come la situazione degli extracomunitari, la viabilità disgregata, la situazione degli arenili e l'illuminazione pubblica, un folto gruppo di persone si è riunito per dare vita ad un comitato per la tutela e la promozione della località, per staccare Porto Santa Margherita da Caorle e passare sotto il comune di Eraclea». L'idea di rendere omogenea la gestione del territorio in un unico comune tra Piave e Livenza non lusinga, però, più di tanto il sindaco di Eraclea. «Premetto - spiega - che non so niente di questo comitato, non vorrei che si trattasse di propaganda elettorale. Certamente, acquisendo Porto Santa Margherita e Duna Verde, Eraclea potrebbe ingrandirsi e avere nuove risorse a disposizione. Ci sarebbe anche la possibilità di contare politicamente di più: attualmente, noi siamo un piccolo comune turistico schiacciato da colossi come Jesolo, Caorle e Bibione. Ma non è questa la via per risolvere i problemi del litorale comuni a tutte le realtà: sorveglianza del territorio, gestione dei servizi e della stagione invernale, viabilità. Il problema è di coordinamento: fare il comune del litorale. Un'idea più volte da me riproposta e che non ha trovato adeguato ascolto. Per avere più forza e capacità di intervento, è necessario che tutti i comuni turistici trovino un coordinamento. È una questione vitale». Ma intanto, con Porto Santa Margherita, Duna Verde e la costruenda Valle Altanea, Eraclea Mare troverebbe subito un riscontro turistico, come pure la frazione di Brian che non resterebbe più isolata. «Non nego che ci sarebbero dei concreti vantaggi anche perchè Eraclea, che con i suoi 96 km quadrati è per estensione il quarto comune della provincia, troverebbe finalmente respiro turistico e una forza politica. Ma, ripeto, la soluzione non è ingrandirci un po', bisogna invece coordinare i comuni per essere più efficienti ed efficaci nelle risposte amministrative». Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 19.01.2001.Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |