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Oramai la protesta per la Tia è un fiume in piena che ha rotto gli argini. Salta fuori tutto: il servizio che non sarebbe adeguato, la mancanza di campane nelle zone periferiche, l'impossibilità a fare la raccolta differenziata dell'umido, i metri quadri delle abitazioni che sarebbero lievitati da un anno all'altro. Tutte di questo tono le lamentele della gente. Non tornano i conti, ma non tornano tante altre cose. Gli Uffici dell'Asvo sono lontani a Portogruaro e visto che al telefono, anche quando ci si riesce a collegare, non si ottiene soddisfazione, sono gli uffici comunali a subire l'urto della gente inferocita. E non solo quello dei tributi, e negli orari d'apertura al pubblico. Sabato, ad esempio, tradizionale giorno di chiusura degli uffici comunali, essendo aperta solo la biblioteca e l'ufficio anagrafe, è stato appunto questo ufficio ad essere preso d'assalto. Code lunghissime: tanta voglia di protestare, ma anche capire il perchè di quelle che appaiono evidenti incongruenze, probabile frutto d'errori. Come spiegare, ad esempio, che da un anno all'altro i metri quadri di certe abitazioni sono lievitati sotto i piedi, senza aver eseguito lavori di ampliamento? C'è l'esercente di un bar che si lamenta di pagare 5 euro a metro quadro, più di un locale alla moda del centro di Milano. Ci sono i consorzi degli arenili che si sono visti portare l'aliquota da 50 centesimi a metro quadro a 350. I più arrabbiati sono gli abitanti di periferia che lamentano la mancanza di cassonetti e, soprattutto, di campane per la raccolta differenziata di carta, vetro e plastica. Dito puntato di esercenti e negozianti (fiorai, frutta e verdura) per l'inadeguatezza dei bidoncini dell'umido, che sarebbero troppo piccoli per chi produce, e paga, rifiuti umidi. Un'evidente sproporzione tra la cifra pagata e le dimensioni del bidoncino: tanto è grande la tariffa quanto sarebbe piccolo il bidoncino di cui servirsi. «Come sarà mai possibile - si chiedono in molti - raggiungere gli obiettivi di raccolta differenziata per ridurre l'ecotassa regionale, se non viene approntato un servizio adeguato»? A differenza di altri Comuni del Portogruarese dove pure è esplosa la protesta per il caro rifiuti, ad Eraclea non si è però ancora arrivati a chiedere di vedere il bilanci dell'Asvo, verificare l'analisi dei costi aziendali, conoscere i percorsi dei camion di raccolta, qui il dito è soprattutto puntato contro il Comune ritenuto da molti "il mandante" del salasso tributario.
Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 08.01.2004 Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |