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"Non dividiamoci, ma lavoriamo senza avanzare pretese, per il bene comune: troppo grande il rischio, che a causa delle nostre divisioni Eraclea torni in mano a chi con appena il trenta per cento dei consensi ha sopraffatto le aspirazioni della stragrande maggioranza della volontà popolare". Maurizio Pavan, consigliere comunale della "Civica per Eraclea", lancia un appello alle forze politiche attualmente all'opposizione per non ripetere l'errore del 1999 quando il centrodestra diviso in quattro liste (An, Lega Nord, Insieme per Eraclea e Civica per Eraclea) riuscì a riconsegnare il Comune alla coalizione di centrosinistra che sosteneva la candidatura del sindaco Alberto Argentoni, uscito vincitore con il 32,8 per cento dei voti. L'annuncio della candidatura di Giancarlo Rossi con la Lega Nord, nel 1999 arrivato secondo, ad un soffio da Argentoni, candidandosi a sindaco con la lista "Insieme per Eraclea", sembra non essere stata accolta positivamente in prospettiva di contrastare il "comune avversario". "L'attuale situazione politica di Eraclea - sostiene Pavan - è a dire poco disastrosa e a supporto di quanto affermo è la posizione dell'attuale gruppo di governo che dopo circa un anno dal suo insediamento, con estrema arroganza, ha chiuso a noi dell'opposizione qualsiasi confronto politico. Ricordo a questo proposito l'annullamento di tutte le commissioni consiliari, vitali per il dialogo politico ed il confronto sulle problematiche del territorio. Non possiamo più permetterci di sbagliare se vogliamo veramente dare una svolta decisiva alla gestione del nostro paese, vogliamo bene alla nostra gente, desideriamo un paese che valorizzi i suoi tesori e li renda produttivi per il bene di tutti, crei infrastrutture se vogliamo un paese decoroso sotto il profilo estetico: vedi il degrado del campeggio comunale". "Fin da subito - continua Pavan - tutte le realtà presenti nel nostro territorio che non hanno nulla da spartire con questa amministrazione devono mettersi a disposizione per un progetto politico comune. Non importa il colore politico, importa il bene della nostra comunità, tutti dovrebbero partecipare alla ricostruzione donando la propria disponibilità senza alcuna pretesa ma con il giusto riconoscimento; non ci devono essere imposizioni da nessun gruppo ma tutti assieme e in maniera trasparente, e con il giusto metro, dobbiamo esprimerci e individuare i rappresentanti che continueranno il progetto a nome e per conto di tutti. La "Civica" che si formerà rispettando queste indicazioni non potrà che dare esito positivo".
Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 27.12.2003 Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |