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Nuova piazza, stop ai lavori e polemiche PDF Stampa
Scritto da Maurizio Marcon   
giovedì 13 novembre 2003

A causa delle giunture marce salta un vecchio cavo della linea telefonica e i lavori in piazza Garibaldi sono così interrotti già da tre giorni. Solo dopo l'intervento dei tecnici Telecom si potrà riprendere a lavorare. Nel frattempo emerge un altro problema tecnico sui sottoservizi: le "quote" sfalsate dell'impianto fognario. Risolto invece il problema dell'esposto alla Sovrintendenza ai beni ambientali di un cittadino, preoccupato che la costruenda fontana, a fianco del monumento ai Caduti, ne deturpi il significato: proprio ieri c'è stato il sopralluogo del responsabile della Sovrintendenza ai beni ambientali e architettonici del Veneto Orientale, architetto Luigi Cerocchi, che ha concordato con il dirigente tecnico comunale, architetto Paolino Ramon, l'intervento per mettere d'accordo la coesistenza del monumento con la fontana. Il sopralluogo a Eraclea per l'architetto Cerocchi è stata l'occasione anche per ispezionare l'antico medaglione di pietra d'Istria, raffigurante il Leone di San Marco, rinvenuto sulla sponda golenale del Piave. Da un primo sommario esame, pur ammettendo la sua non competenza specifica, il Sovraintendente esclude che il medaglione possa avere più di 200 annni di vita, e questo in base al buon stato di conservazione della pietra. Sarà comunque un esperto della Sovrintendenza archeologica a dire l'ultima parola. A preoccupare Graziano Teso ("Civica per Eraclea") sono invece i lavori sui sottoservizi di piazza Garibaldi. "Temo - dice - che la fretta di terminare i lavori pregiudichi il risultato finale. Se si vuole che sia fatto un lavoro a regola d'arte con i sottoservizi non si scherza: non è ipotizzabile che in futuro si debba di nuovo rompere tutto se un cittadino chiede un allacciamento per qualsiasi utenza. E necessario che fin d'ora, momento in cui la piazza è sottosopra, si provveda a predisporre i sottoservizi adeguati e più moderni. Non si può pensare solo alla pavimentazione superficiale e agli arredi per fare bella figura, magari effimera". "Purtroppo - conclude Teso - è stato sbagliato, a mio avviso, l'approccio al progetto di riqualificazione della piazza senza coinvolgere i commercianti e le attività presenti con un piano integrato. La nuova piazza sarebbe infatti una grande incompiuta senza una riqualificazione degli edifici prospicienti".

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 13.11.2003
 Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A."
 

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