| Bruciò la casa dell'ex convivente: cinque anni |
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| Scritto da Antonella Federici | |
| martedì 11 novembre 2003 | |
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Franco Vallese ha atteso la sentenza a suo carico in fondo all'aula, ed è poi scomparso in un attimo. Quattro anni e sette mesi, interdizione dai pubblici uffici per 5 anni, provvisionale in favore di lei, Ornella, immediatamente esecutiva di 25mila euro, pagamento delle spese di parte civile di 6.500 euro e risarcimento del danno da stabilire in giudizio civile. Una botta che l'uomo doveva attendersi, ma che fino all'ultimo si è illuso di evitare facendo ricorso al parziale vizio di mente. Il 27 giugno del 2001 Franco Vallese, residente ad Eraclea, per qualche mese convivente con Ornella, si era introdotto in casa di lei a Treviso, a Selvana, aveva fatto chissà che operazioni dentro l'abitazione fino a che c'era stata una forte esplosione, seguita da un'altra. Lui, che forse aveva previsto diversamente, non ha fatto in tempo ad andarsene ed è rimasto ustionato. Poi è scappato, è tornato ad Eraclea dove, con il fratello, ha parlato con un poliziotto ed è stato ricoverato in ospedale. Quando Ornella, che già da un paio di mesi aveva problemi di coppia e voleva troncare la relazione, è tornata a casa della sua vita non c'era più niente. Documenti, vestiti, gioielli, mobili, lenzuola... niente. «Cinque mesi d'amore pagati carissimi - dice lei - Ha azzerato, con la mia casa, i miei primi 35 anni di vita. Ha bruciato tutto». Nè una scusa nè una lira: ieri il Pm Iuri De Biasi ha fatto presente che Vallese non ha mai nemmeno chiesto scusa e soprattutto non ha mai risarcito una lira. Non solo: ieri il suo difensore, avv. Vianello, ha cercato di dimostrare che l'uomo non era imputabile perchè assumeva il famoso antidepressivo Prozac e che sotto l'azione di quello, già depresso per la storia d'amore che finiva, avrebbe agito senza rendersi conto di quello che faceva. Sia il Pm che il rappresentante di parte civile, avv, Luigi Fadalti, hanno decisamente ribattuto sul punto: Vallese era così sano di mente da aver premeditato tutto, da essersi portato benzina e innesco. E se proprio si doveva dire che era depresso, casomai sarebbe dovuto esserlo giorni prima, quando aveva capito che la sua relazione era definitivamente finita. Il Pm aveva chiesto poco più di quanto sentenziato, 5 anni e 3 mesi. «Nonostante le promesse - dice Ornella - ha ucciso anche la mia gattina e non una parola di scuse. Mi ha raccontato una montagna di bugie e usata. Non è una soddisfazione vederlo condannato». Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 11.11.2003Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |