| Il medaglione spuntato dal passato |
|
|
| Scritto da Maurizio Marcon | |
| giovedì 30 ottobre 2003 | |
|
Un bel medaglione in pietra d'Istria, raffigurante il Leone di San Marco, è riaffiorato in golena durante i lavori di scavo della Provincia per il restauro del ponte sul Piave. Di ottima fattura, anche se in parte sporcato di catrame, il medaglione ha un diametro di circa 90 centimetri e raffigura, sopra un drappo, la testa del leone di San Marco, vangelo aperto e la scritta "Pax tibi Marce evangelista meus". In attesa di una ispezione della Sovrintendenza ai beni ambientali ed architettonici, che ne classifichi data e provenienza, ha destato generale interesse e soprattutto curiosità la corona del leone, raffigurante mura e torri. "Il restauratore di marmi - spiega l'architetto Paolino Ramon, dirigente dell'area tecnica comunale - a cui ci siamo rivolti per un'eventuale pulizia non si è fidato di metterci mano, avendo supposto un età dell'opera di almeno 400 anni. Abbiamo così chiesto l'intervento della Sovrintendenza affinchè ci possa svelare origine, data, valore del reperto e ditta specializzata nella pulizia. Visto il luogo di ritrovamento, e l'ottima fattura, potrebbe trattarsi di un pezzo ripescato e riutilizzato. Difficile che sia un'opera risalente a questo secolo, realizzata per indicare il ponte costruito nel 1930 e poi abbattuto durante le seconda guerra mondiale. A mio parere le torri della corona del leone hanno riferimento con le città murate e stanno ad indicare il possibile segno di un confine della provincia della Serenissima". "La corona del Leone - ritiene l'assessore ai lavori pubblici, Gianni De Carli - assomiglia molto allo stemma della Provincia di Venezia, e il medaglione potrebbe quindi indicare un'opera pubblica della Serenissima in provincia". "Certamente - spiega Luigino Paro, ricercatore storico di Eraclea - mancando immagini di fasci, non è un medaglione fatto per indicare il ponte costruito in epoca fascista, forse la bandiera su cui è scolpito il Leone e la sua corona di torri sono un riferimento all'istituzione del Comune di Eraclea nel 1806". Di certo è che il reperto merita di essere valorizzato. Gli amministratori comunali pensano di collocarlo, murato o appeso, in aula consiliare, ma Paro va oltre: "Potrebbe essere - sostiene - il primo pezzo del futuro museo archeologico di Eraclea: un occasione per riunire tutti i reperti dell'antica Heraclia, rinvenuti nel territorio comunale e ora sparsi in famiglie private a Cittanova e Stretti, o in diversi musei come quello di Oderzo e della Bonifica a San Donà di Piave". Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 30.10.2003Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |