| «Palasport ai senegalesi? Abbiamo dato anche l'ex fornace per la festa padana» |
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| Scritto da Maurizio Marcon | |
| venerdì 24 ottobre 2003 | |
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"Un sindaco extracomunitario a Eraclea? Nessun problema se i cittadini lo voteranno, se passerà la legge sull'estensione dell'elettorato attivo e passivo, proposta da Fini, vice primo ministro del Governo di cui Lega Nord fa parte!". Il sindaco Alberto Argentoni, replica così al consigliere regionale della Lega Nord, Daniele Stival, che ha contestato la concessione del palazzetto dello sport all'Associazione senegalese "Andè Dieuf" di Fossalta di Piave. "Non c'era nessun motivo - spiega Argentoni - per negare la struttura a questa associazione apartitica, che ha regolarmente pagato l'uso, lasciando tutto pulito, senza provocare problemi di ordine pubblico e polemiche, prima che Stival intervenisse. A questa manifestazione pubblica erano invitati i sindaci del Veneto Orientale, ed io, ad esempio, ho partecipato; con me c'erano anche il sindaco di Zenson di Piave e l'assessore ai servizi sociali di San Donà, Paolo Battistella di An. Una normalissima partecipazione pubblica organizzata da gente islamica che, come loro consuetudine, ad un certo punto si è raccolta in preghiera. Voglio ricordare che all'indomani il palazzetto dello sport è stato utilizzato dalla Forania di Eraclea per una iniziativa con i catechisti. D'altra parte, in tema di utilizzo di strutture pubbliche del Comune di Eraclea, la Lega Nord non può lamentarsi visto che per la sua festa padana provinciale ha avuto in concession l'uso dell'ex fornace". "L'amministrazione comunale di Eraclea - conclude Argentoni - ha rispettato il dettato della Costituzione sulla libera espressione sociale, politica e religiosa. Nessun eccesso di buonismo quindi, ma solamente la concessione di un legittimo diritto, in un contesto di perfetta par condicio". Di diverso avviso invece Graziano Teso ("Civica per Eraclea") che, pur con toni e argomenti in parte diversi, contesta il "permissivismo" del Comune nella concessione del palazzetto dello sport. "Devo per prima cosa ricordare - nota Teso - che il regolamento comunale è colpevolmente carente in situazioni di questo tipo: il palazzetto dello sport è un struttura costruita per una ben precisa destinazione sportiva, dotata di una tecnologia che richiede di essere rispettata e conservata. Bisogna quindi adeguare il regolamento comunale al fine di prevedere l'uso e la conservazione corretti del patrimonio pubblico. Quando si parla di "festa culturale religiosa di un'associazione" è chiaro che l'iniziativa è di tipo privato e deve quindi svolgersi in locale privato ad uso pubblico come un ristorante". Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 24.10.2003Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |