| Adriano Gnes, non fu delitto ma incidente |
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| Scritto da Gianluca Amadori | |
| mercoledì 24 settembre 2003 | |
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Quello di Adriano Gnes non è un delitto: il quarantaquattrenne pregiudicato di Musile di Piave fu vittima di un incidente conseguente ad una rissa. Il giudice per l'udienza preliminare Roberta Marchiori ha assolto Elton Ndreu e Iakup Hoxa, due dei tre albanesi finiti sotto processo per omicidio preterintenzionale in relazione alla sua morte, e ha applicato la pena di un anno, dieci mesi e venti giorni di reclusione a Ivan Bianco, 44 anni, che per errore investì con la sua Lancia Thema l'amico, nel tentativo di aiutarlo a sottrarsi dall'aggressione degli extracomunitari. Per lui l'imputazione era di omicidio colposo, la stessa che viene contestata normalmente nel caso di incidenti stradali. La sentenza è stata emessa nella tarda mattinata di ieri, a conclusione di un processo celebrato con rito abbreviato, nel corso del quale però il giudice non si è limitato a valutare le prove raccolte durante le indagini, ma ha voluto ascoltare alcune testimonianze in aula per chiarire meglio dinamica e responsabilità. E proprio una di questa audizione è risultata determinante: il dottor Massimo Puglisi, il medico che ha effettuato l'autopsia, ha dichiarato che probabilmente Gnes era ancora in piedi quando è stato investito dalla vettura dell'amico. Di conseguenza non sarebbe stato il pestaggio subìto dagli albanesi a provocarne la morte. O meglio non vi è prova dell'esistenza di un nesso di causalità tra i due fatti, come ha sostenuto il loro difensore, l'avvocato Loris Codato. Tanto più che le condizioni di salute della vittima non erano ottimali e che, nel suo sangue, sono state trovate tracce di stupefacenti e un livello altissimo di alcool. Il pubblico ministero Massimo De Bortoli è rimasto comunque convinto della responsabilità dei due albanesi, e a conclusione della sua requisitoria ha chiesto la loro condanna ad otto anni di reclusione ciascuno. Il giudice, però, li ha ritenuti colpevoli soltanto del reato di rissa, infliggendo loro la pena di un anno e dieci mesi di reclusione e 60mila euro di risarcimento danni ciascuno a moglie e fratello della vittima, costituitosi parte civile con gli avvocati Elio Zaffalon e Giampaolo Cappelletti. L'avvocato Codato ha già annunciato che presenterà appello. Per il terzo albanese accusato di omicidio preterintenzionale, Ardian Bici, è stato infine disposto il rinvio a giudizio: essendo irreperibile, infatti, non ha potuto chiedere il giudizio abbreviato. Anche per lui, però, si profila un'assoluzione. La morte di Adriano Gnes risale al 3 gennaio del 1999. Il suo corpo senza vita fu rinvenuto da un barista all'uscita dal night club Lady Marilyn di Eraclea, a conclusione di una serata piuttosto movimentata. Tutto sarebbe nato per una lite scoppiata verso le due del mattino tra Adriano Gnes, suo fratello Lorenzo e Ivan Bianco, contrapposti ai tre albanesi. Lite sospesa dall'arrivo della polizia e poi ripresa con ancora maggiore violenza attorno alle 4.30, fino al tragico epilogo. Il fratello di Adriano, Lorenzo Gnes, ha già patteggiato una multa lo scorso anno per la partecipazione alla rissa. Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 24.09.2003Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |