| Aree non cedute al Comune. La questione domani sera in Consiglio |
|
|
| Scritto da Maurizio Marcon | |
| domenica 14 settembre 2003 | |
|
Prima hanno sottoscritto la convenzione, impegnandosi a cedere al Comune una quantità di aree, poi quelle aree le hanno rivendute a terzi o comunque trasformate, costruendovi piscine e parcheggi, o realizzando dei giardini privati dove erano previste piste ciclabili. Ad accorgersi dell'anomala gestione dei terreni dei lottizzanti di Eraclea Mare, fu inizialmente la famosa "Commissione consiliare conoscitiva su Eraclea Mare" del 1994, presieduta da Enrico Campagner, che registrò una quantità enorme di omissioni degli obblighi della convenzione urbanistica di parte dei lottizzanti; poi arrivò, nel 2000, la Guardia di finanza di San Donà, nell'altrettanto famosa inchiesta sulla gestione urbanistica e dei lavori pubblici del Comune di Eraclea. Dopo i botti iniziali e le ammissioni del capoufficio tecnico comunale, costretto alle dimissioni, sembrava che l'inchiesta fosse stata chiusa in qualche cassetto del pm Carlo Nordio. Sembrava, a quel punto, che le Fiamme gialle di San Donà avessero fatto un buon lavoro, conseguendo risultati certi. Tra i quali appunto la scoperta di questi terreni non ceduti al patrimonio comunale. Domani di questa vecchia storia, che ora potrebbe portare non pochi soldini nelle casse comunali, ne discuterà il consiglio comunale che dovrà deliberare l'atto di indirizzo per recuperare terreni e crediti. Tutto iniziò nel 1990, al momento in cui i lottizzanti (le ditte Residence dei Lecci spa, Residence Centrale srl, Immobiliare Marinella spa; Eraclea Mare spa) proposero al Comune la modifica della convenzione sottoscritta nel 1982, impegnandosi appunto a cedere quei terreni. Per venire a capo di quali e quanti fossero, l'amministrazione comunale ha incaricato lo Studio Proteco di San Donà che ha appurato "che solo una parte delle suddette aree sono state effettivamente cedute al Comune nel corso degli anni, risultando una quota parte essere ancora di attuale proprietà delle ditte lottizzanti" e stilando un elenco di 12 ditte che dovrebbero ora cedere queste aree al Comune, peraltro in buona parte trasformate. L'idea sarebbe, in questo caso, di monetizzarne il valore per eventuali cessioni o canoni d'affitto, nominando un perito per le stime. Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 14.09.2003Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |