| L'autopsia conferma il suicidio del calciatore |
|
|
| martedì 02 settembre 2003 | |
|
Per il magistrato non ci sono più dubbi: Alessandro Cartini si è tolto la vita. A confermare le ipotesi che, fin dall'inizio, hanno fatto pensare ad un suicidio, sono stati gli esiti dell'autopsia effettuata ieri dal primario di anatomopatologia dell'ospedale di San Donà di Piave, il dottor Giuseppe Sacchi. Il calciatore ventinovenne trovato impiccato venerdì mattina nella piazza di Eraclea è morto per asfissia acuta dovuta ad impiccamento. Era ancora vivo quando si è stretto il cappio attorno al collo, e il medico non ha trovato sul suo corpo alcun segno di violenza che possa far pensare che qualcuno possa averlo ucciso, impiccandolo contro la sua volontà. In tal caso avrebbe sicuramente opposto resistenza e vi sarebbero segni di lotta: un'unghia spezzata, un ematoma. Prima di chiudere l'inchiesta, comunque, il pm Stefano Ancilotto aspetterà l'esito delle analisi tossicologiche, per le quali servirà qualche mese. Queste analisi serviranno per accertare se il giovane avesse ingerito alcool o sostanze stupefacenti che possano aver alterato la sua volontà. All'autopsia di ieri hanno voluto presenziare anche i familiari. Cartini, padre di una bimba di cinque anni, era un calciatore piuttosto conosciuto. All'inizio della carriera aveva militato nel Padova assieme allo juventino Alessandro Del Piero. Con il Padova aveva giocato in serie B, per poi vestire le maglie di Giorgione, Fidelis Andria, Giulianova, Poggese e, per finire, Schio, squadra con la quale sarebbe dovuto andare in ritiro la settimana scorsa. Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 02.09.2003 Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |