| L'immagine le rimarrà a lungo nella mente |
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| Scritto da Paolo Navarro Dina | |
| venerdì 29 agosto 2003 | |
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L'immagine le rimarrà a lungo nella mente. Di prima mattina ha buttato lo sguardo, come fa tutte le mattina, verso il sagrato della chiesa di Santa Maria Concetta. Un colpo d'occhio distratto come tanti altri, ma questa volta lo choc è stato immediato. Proprio di fronte a lei, a pochi metri di distanza, il corpo senza vita di un uomo. Un giovane tragicamente penzoloni da un pino marittimo utilizzato per ornare lo spazio antistante la chiesa. Un'immagine choc che ha lasciato senza respiro tutto il paese. Così è stato trovato impiccato ieri mattina in piazza Garibaldi, cuore di Eraclea, Alessandro Cartini, 29 anni, una «vita da terzino», padre di una bambina di 5 anni, calciatore con un curriculum tra Padova in serie B, nel Giorgione Castelfranco, Fidelis Andria, Giulianova, Poggese in quel di Mantova, per arrivare proprio negli ultimi due anni al Calcio Schio dove nei giorni scorsi aveva rifiutato di presentarsi per il raduno pre-campionato della squadra vicentina. All'origine del tragico atto forse difficoltà finanziarie, qualche disagio legato alla sua vita privata e forse una parabola discendente nel mondo del calcio. Cartini, nato a Marghera da una famiglia veneziana, nonostante una vita in giro per l'Italia per lavoro, aveva eletto a proprio domicilio, la casa della sorella ad Eraclea in via Aleardi 2. Negli atti ufficiali, recentemente Cartini aveva rifatto i documenti per la patente, risultava senza fissa dimora, ma solo perchè in occasione del recente censimento non aveva risposto alle domande proposte dall'Istat. Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 30.08.2003Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |