Skip to content
Un caso unico di ambiente raro e incontaminato PDF Stampa
martedì 26 agosto 2003

Per chi arriva via terra la laguna del Mort appare alle fine di via dei Pioppi, all'entrata della darsena. Se si guarda verso ovest, ed è l'alba o il tramonto, quando gli ombrelloni non ci sono più, si resta senza fiato da quanto è bello il paesaggio. Legambiente l'ha eletta quest'anno come la più bella spiaggia dell'alto Adriatico, tra le prime undici d'Italia. La laguna del Mort è una lama lagunare, cioè una laguna chiusa, formatasi nel 1936, dopo una rotta del Piave che si è aperto una nuova foce a Cortellazzo, lasciando intercluso il vecchio alveo di foce, diventato appunto un ramo morto: il Mort. Con il tempo a ovest si è formato un ambiente paludoso, a nord la pineta, a sud, verso il mare, la spiaggia, invero tutt'altro che notevole in quanto costituita da gradoni di cemento, e per finire a est, dalla laguna vera e propria, il sito che Legambiente ha voluto premiare, ma che si sta lentamente e inesorabilmente interrando. Così lo descrive il naturalista Michele Zanetti: "La sua struttura ambientale ed ecologica è quella di un interessante mosaico: una pineta insediata su dune fossili e ricca di specie floristiche, una laguna salata a basso e fertile fondale melmoso, una duna a mare ricoperta da tenace vegetazione erbacea tipica dei suoli sabbiosi e un palude dolce con stagni permanenti circondati da un fitto canneto. Il tutto racchiuso dalle frontiere fisiche ed ecologiche: del fiume, ad ovest; del mare, a sud; della bonifica di Valle Ossi, a nord". La zona umida conserva varietà di acque e di terreno, dune e retrodune, barene e spiagge di sabbia finissima. E alle spalle il bosco misto, ricco di un fitto sottobosco. L'incontro con la Neotia nidus avis, un'orchidea di montagna, tipica dei boschi di faggio, può meravigliare anche il botanico più esperto. Naturalmente molto rappresentata è l'orchidea palustre che qui ha il suo habitat umido ideale. Da contrappunto le fa l'Apocino veneto, pianta della steppa, che ha nel Veneto l'estrema area occidentale di diffusione ed è qui presente come relitto floristico emigrato quando il clima era steppico. Sulla barena fa bella mostra il Limonio a foglie di margherita, mentre dalla duna si scorgono i bellissimi fiori campanulati a fasce bianche e rosa della Soldanella di mare. Nel bosco, oltre alle varietà di pino marittimo e domestico, sono rappresentati anche il Pinus halepensis e il Pinus brutis. Ma anche molti esemplari di latifoglie miste, tra cui il Gelso, l'Olmo campestre, la Robinia e il Ginepro. Il sottobosco è rappresentato da rovi, ligustrelli, asparagi spinosi e biancospini. Tra la fauna da ricordare la Tartaruga palustre, la Lucertola sicula, il Ramarro e il Biacco, il grande serpente nero delle dune. Non ci sono vipere, invece. Tra gli uccelli oltre al Fratino e al Fraticello, d'estate si possono vedere Baccapesci, Rondini di mare e Aironi rossi; d'inverno si trovano Strolaghe, Cormorani e Aironi bianchi maggiori.

 

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 27.08.2003
Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A."
 

Problemi in evidenza

Incroci al buio
Desideriamo segnalare la pericolosità di alcuni incroci del nostro territorio comunale dovuta all'assenza di illuminazione elettrica. Si tratta di un paio di crocevia che sono particolarmente frequentati non solo nelle ore diurne ma anche in quelle serali e notturne quando il buio la fa da padrone.Leggi tutto

Dalla Galleria

Carnevale 2008: il video

Ultimi annunci