| Arresti domiciliari per l'imprenditrice |
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| mercoledì 18 giugno 2003 | |
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Ha respinto ogni addebito Anna Galli, l'imprenditrice arrestata domenica ad Eraclea sotto l'accusa di detenzione di arma da fuoco, con la quale avrebbe minacciato un suo dipendente di nazionalità rumena. La donna è comparsa ieri mattina davanti al giudice per l'udienza preliminare Stefano Manduzio, il quale ha convalidato il provvedimento di arresto, ma l'ha scarcerata concedendole gli arresti domiciliari, misura ritenuta sufficiente alla luce della mancanza di precedenti penali, dell'assenza di pericolosità sociale e dei cinque figli di cui si deve prendere cura. La signora Galli, 43 anni, assistita dall'avvocato Walter Drusian, si è difesa sostenendo di non aver mai posseduto un'arma in vita sua, tanto meno la pistola con la quale il rumeno, in attesa di regolarizzazione, dichiara di essere stato minacciato. A differenza di quanto era trapelato ieri, l'arma non è stata trovata nella disponibilità della donna: l'aveva in mano proprio il rumeno, il quale l'ha successivamente consegnata ad una pattuglia di vigili urbani. La signora Galli ha spiegato al giudice che non è stata lei a minacciare il dipendente, ma viceversa. Domenica pomeriggio, tra l'altro, stava uscendo di casa per recarsi in spiaggia. Ma non solo. Ha ricordato anche l'episodio avvenuto due giorni prima: venerdì si era già recata alla stazione dei carabinieri per lamentare le minacce subite, assieme al marito, dallo stesso rumeno che aveva dato le dimissioni qualche giorno prima dalla sua impresa edile. Il giorno successivo la donna si sarebbe dovuta recare a formalizzare la querela nei suoi confronti. Ora spetterà ai carabinieri, coordinati dal pm Stefano Ancillotto, il compito di ricostruire con esattezza come sono andate le cose. Nel frattempo il marito della signora Galli fornisce la sua versione: «Mia moglie non è stata trovata in possesso della pistola. Quando io e mia moglie siamo andati all'appartamento n. 49 del Green Residence, è stato l'operaio rumeno a puntarmi la pistola contro. Poi l'uomo è fuggito, consegnando la pistola ad una pattuglia della Polizia Municipale che stava transitando nella zona, affermando che l'arma era di mia moglie. L'arma non è nostra. Ci sono anche numerosi testimoni che hanno visto il rumeno con la pistola in mano». Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 18.06.2003 Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |