| Estorsione, l'accusa non regge |
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| venerdì 13 giugno 2003 | |
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Non luogo a procedere per mancanza degli elementi soggettivi dell'estorsione: è la sentenza pronunciata dal gup Eugenio Pergola, che di fatto ha accolto l'impostazione dell'avvocato Laura Ferretti, nei confronti di Silvio De Cesare, 34 anni, di Eraclea; Angelo Bonaccorso, 32 anni, di Jesolo, dipendenti del night club "Gilda" di Jesolo, nonché del titolare del locale Achille Zanchetto, 57 anni, di Eraclea (avvocato Pagotto), mentre il pm Moretti aveva chiesto la condanna a 42 mesi di reclusione e 500 euro di multa. I tre - secondo il pm Moretti sulla base delle prove ricostruite dai carabinieri - erano chiamati a rispondere dell'accusa di estorsione. La vicenda - è emerso in aula con rito abbreviato - ebbe origine dagli spettacoli che lo spilimberghese B.C. avrebbe dovuto eseguire al "Gilda". Spettacoli che - per gli indagati - non sarebbero stati portati a buon fine, nonostante il pagamento anticipato. Ciò determinò una serie di richieste - da quanto emerso in aula - da parte degli indagati. Il 28 agosto 2000- per l'accusa - Bonaccorso e De Cesare raggiunsero la casa di B.C. a Spilimbergo, con l'obiettivo di arraffare oggetti per rifarsi del presunto danno patito. Ad attenderli trovarono però i carabinieri, che li arrestarono. Poi 2 anni di udienze e il proscioglimento, grazie all'abilità dell'avvocato Laura Ferretti. Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 13.06.2003 Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |