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Ok della Regione alla sabbia dorata PDF Stampa
Scritto da Maurizio Marcon   
sabato 31 maggio 2003

Accolta dalla Regione la richiesta del Comune di Eraclea, analoga a quella effettuata da Jesolo, di avere l'arenile con la sabbia dorata. Quando partirà il progetto regionale del ripascimento per allungare la spiaggia verso il mare di 30 metri, l'operazione dovrà tenere conto prioritariamente delle esigenze estetiche: in superficie non ci dovrà essere la sabbia scura di cava marina, ma solo la sabbia chiara, dorata dal sole. In marzo, quando a Caorle fu presentato il progetto regionale delle difese a mare tra Piave e Livenza, basato sui positivi riscontri della sperimentazione, fatta proprio a Eraclea Mare con pennelli di roccia a specchio lunghi i 135 metri (il doppio dei tradizionali) e distanziati 240 metri (il triplo), a porre il problema estetico della sabbia furono il vicesindaco di Jesolo, Renato Martin, e l'assessore ai Lavori pubblici di Eraclea, Gianni De Carli. La preoccupazione dei due assessori si basava sugli esiti dell'intervento del Consorzio Venezia Nuova alla destra del Piave, lo stesso che dovrà operare in sinistra: la sabbia scura non avrebbe dato un risultato esteticamennte (e quindi turisticamente) accettabile. Un aspetto inizialmente trascurato o considerato irrilevante dalla Valutazione di impatto ambientale, a corredo dell'intervento sull'arenile. Già a Caorle l'assessore regionale ai Lavori pubblici, Massimo Giorgetti, aveva espresso interessamento sul tema. C'era però da tenere presente la reale convenienza rispetto a costi e benefici: è infatti ben diverso il costo di scavare la sabbia in mezzo al mare e poi stenderla sopra quella preesistente, e viceversa l'operazione di sotterrarla, prevedendo in aggiunta uno scavo nell'arenile con successivo riporto di sabbia chiara. Per avere subito un risultato estetico accettabile è necessario, nel particolare caso di Eraclea Mare, in cui bisogna strappare spazio al mare per allungare l'arenile, reperire anche quantità adeguate di sabbia dorata. "A questo scopo - spiega De Carli - il Genio civile ha eseguito dei carotaggi in mare, per sondare la possibilità di individuare i depositi di sabbia chiara, la stessa dei precedenti ripascimenti asportata dalle mareggiate. L'altra ipotesi percorsa è quella della sabbia della spiaggia della Madonna dell'Angelo a Caorle. In questo caso si tratterebbe di sfruttare una miniera enorme delle dimensioni di alcuni milioni di cubi, ma rispetto l'iniziale entusiasmo sembra che la minore grunulometria dei granelli di sabbia non sia compatibile con quelli della spiaggia di Eraclea Mare: si tratterebbe insomma di sabbia troppo fine che volerebbe via subito. Ma questa eventualità andrebbe, a mio parere, verificata".

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 31.05.2003
Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A."
 

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