| «Sì alla farmacia». Ed è una ovazione |
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| Scritto da Maurizio Marcon | |
| giovedì 22 maggio 2003 | |
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Il consiglio comunale vota all'unanimità e la folla che gremisce la grande aula saluta con un fragoroso applauso. Mai a Eraclea una delibera del consiglio comunale aveva avuto tanto consenso, eppure quella delibera che istituisce a Ponte Crepaldo una farmacia comunale, venendo incontro alla richiesta dell'intera popolazione di quattro mila abitanti, condivisa dall'Ulss e dalla Regione che per questo ha decretato, rischia di essere vanificata da un ricorso al Tar del proprietario della farmacia del capoluogo. Nonostante il recente autorevole discorso del Capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi, sul primato dell'ente Comune nel governo del popolo, dei tanti proclami sul federalismo, un servizio sanitario di primaria importanza come una farmacia potrebbe essere bloccato per l'interpretazione della legge nazionale sulla distribuzione delle farmacie sul territorio. Il Tar potrebbe infatti decidere che hanno più valore i parametri numerici stabiliti in epoca remota, quando il consumo dei farmaci era un decimo dell'attuale, rispetto alle esigenze sanitarie reali della popolazione certificate da Ulss, Comune e Regione. Uno scontro tra una concezione moderna del diritto di tutti i cittadini, anche gli anziani e i giovani non motorizzati di Ponte Crepaldo che vivono "dislocati" di quattro chilometri, e il privilegio dei farmacisti di avere un elevato tot di clienti garantiti. Insomma il legittimo diritto di accesso alle medicine, senza dovere rischiare la vita ogni volta per affrontare la trafficatissima provinciale Jesolana, e il privilegio di un adeguato reddito garantito per i farmacisti. In verità la normativa in vigore, che contiene questa contraddizione, sta per essere riformata sia a livello nazionale che regionale, secondo le nuove norme federaliste concesse dalla riforma del Titolo quinto della Costituzione. Una riforma che si annuncia comunque difficile per l'accanita resistenza della lobby dei farmacisti. Ed era proprio questo dubbio, la preoccupazione di trovare ostacoli, giudiziari e legislativi, sulla strada della farmacia, a togliere alla gente presente in consiglio la gioia piena di un risultato tanto atteso. "Dopo aver acquisito la revisione della pianta organica delle farmacie - ha detto l'assessore ai servizi sociali, Patrizia Furlan - abbiamo scelto di esercitare l'opzione di gestire una farmacia comunale per poter abbreviare quanto più possibile i termini dell'apertura. Invece di tre quattro anni nel giro di una anno potremmo così essere pronti per l'inaugurazione. E tutto questo nonostante impegni ulteriormente in modo importante la già gravata macchina amministrativa comunale". Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 22.05.2003Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |