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Avviati i lavori di ripascimento nelle zone maggiormente erose PDF Stampa
Scritto da Maurizio Marcon   
mercoledì 14 maggio 2003

Sono partiti i lavori di stendimento della sabbia per ripascere le zone maggiormente erose. Un intervento di 15mila metri cubi di sabbia, realizzato dal Genio civile regionale, l'ultimo tampone, si spera, prima dell'atteso intervento di un milione di metri cubi, che dovrebbe partire in autunno per allungare l'arenile verso il mare di 30 metri. La ditta Scuttari di Chioggia, che ha vinto l'appalto regionale per l'escavo della sabbia, ha quasi ultimato il suo lavoro appena fuori delle bocche di porto, permettendo così di soddisfare una seconda esigenza: mettere in sicurezza la navigazione scavando un canale d'entrata e uscita dal porto sufficientemente profondo. Ieri sono invece entrati per al prima volta in azione i camion della ditta Cesaro di Eraclea, vincitrice dell'appalto per lo stendimento, che dovrebbe ultimare il lavoro nel giro di una decina di giorni. I primi carichi di sabbia sono stati scaricati in acqua, nelle buche che si sono formate a valle della diga di contenimento. Nonostante il mare, durante la stagione primaverile, abbia lavorato in modo soddisfacente, riportando sotto riva la sabbia asportata dalle mareggiate autunnali, ci sono ancora dei punti in cui il dislivello dell'ultimo gradone della diga rispetto alla battigia è superiore al metro. Una volta ripianati tutti i dislivelli la rimanente sabbia sarà utilizzata per ripascere i punti di maggiore erosione a monte della diga. Nella zona degli ombrelloni, infatti, soprattutto tra Il Caravan e il campeggio Porto Felice, ci sono chiazze di nuda terra. Ma anche nella zona centrale di maggiore affluenza, non sarebbe male stendere qualche migliaio di metri cubi di sabbia. "Sembra che i pennelloni stiano funzionando - dice Gianni De Carli, assessore comunale ai Lavori pubblici - come era nelle attese del Genio Civile regionale che li ha progettati e realizzati. Dopo essere stata portata via dalla riva durante le sciroccate autunnali, la sabbia si era accumulata lungo degli scanni interni ai pennelli. Aver fatto i pennelli lunghi più del doppio dei precedenti, circa 130 metri, è quindi servito per realizzare delle efficaci gabbie. Con i venti di bora pian pianino la sabbia è tornata in buona parte sotto riva. Bisogna ammettere che le opere di difesa a mare, così come sono state realizzate, si sono dimostrate efficaci. Una efficacia che sarà ancora maggiore a ripascimento del milione di metri cubi completato".

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 14.05.2003
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