| Una multa costata cara |
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| Scritto da Maurizio Marcon | |
| mercoledì 23 aprile 2003 | |
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È costato caro a Mauro Teso, automobilista di Eraclea, voler farsi riconoscere dalla pubblica amministrazione l'errore compito da un agente della Polizia municipale di Jesolo che gli aveva affibbiato una multa di 32 euro, per una presunta infrazione nel parcheggio a parcometro di piazza Mazzini. Una sanzione che è stata poi dichiarata non legittima dal giudice di pace. Dopo tre anni di ricorsi nelle sedi competenti, confronti con impiegati e messi pubblici, aver perso giornate di lavoro e speso soldi, solo per l'intervento di un funzionario della Gerico è riuscito a far riconoscere la sentenza del giudice di pace anche alla Polizia Municipale di Jesolo. La solita quotidiana storia di assurda burocrazia. "Non possiamo considerarci una nazione civile - commenta Mauro Teso - se a un cittadino possono ancora succedere vicende come la mia". Tutto iniziò verso le 19, del 2 settembre 2000, quando Teso, in compagnia della moglie, tornò al parcheggio: alla vista della multa infilata sotto il tergicristallo, senza aprire l'auto richiamò subito l'attenzione di due vigili presenti per dimostrare come fosse stato regolarmente pagato il posteggio: a testimoniarlo c'era il biglietto ben in vista, non sopra il cruscotto, ma sopra il sedile del guidatore, dove era scivolato. L'ora era perfettamente compatibile con il momento del ritiro dell'auto. Purtroppo non erano stati i due ad aver elevato la sanzione e poi al comando dei vigili, nonostante la testimonianza dei colleghi, l'agente sanzionatore non ha voluto saper ragione ed è iniziata così la sfilza dei ricorsi: prima in Prefettura, invano, finalmente il giudice di pace di San Donà, l'avvocato Giacomo De Vio, a cui è bastato verificare la presenza del biglietto dell'avvenuto pagamento, su posto, giorno e ora incriminati, per accogliere il suo ricorso e annullare l'Ordinanza prefettizia che gli intimava di pagare. Ma è stato proprio in questo momento, erano passati poco più di 8 mesi, che è iniziata la via crucis del povero guidatore inseguito dagli ufficiali di riscossione che non volevano saperne della sentenza del giudice: solo l'altro giorno, ad un anno e mezzo dalla sentenza del giudice di pace il funzionario della Gerico è intervenuto appurando che il comando di polizia di Jesolo è in ritardo di un anno e mezzo sul vaglio delle sentenze del giudice di pace. Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 23.04.2003Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |