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Insediamento turistico a Valle Ossi PDF Stampa
Scritto da Maurizio Marcon   
mercoledì 02 aprile 2003

La Giunta regionale ha approvato definitivamente l'insediamento turistico di Valle Ossi. Ora a ridosso della fragilissima laguna del Mort, sito d'importanza comunitaria (Sic), con presenza di habitat prioritari (steppe salate, perticaia costiera di ginepri, lagune, foreste dunari di pinus pinea, dune grigie), si potranno costruire circa 350mila cubi di edificazione, per la precisione 100mila metri quadri di superficie abitativa. Il sistema costruttivo sarà del tipo terra-mare, secondo un master plan frutto di un concorso internazionale d'idee, impostato sui principi della bioarchitettura; previsti inoltre una fascia boscata di rispetto di 200 metri e un sistema umido di stagni salmastri altrettanto largo. Misure queste che dovrebbero mitigare l'impatto della colata di cemento sulla fragilissima laguna del Mort, ma giudicate insufficienti dagli ambientalisti che avrebbero preferito valutare l'opzione zero: ovvero non costruire niente e intervenire solo per la salvaguardia del Mort. "Non sarà assolutamente una valle Altanea due - assicura l'assessore comunale all'Urbanistica, Roberto Zucchetto - a garantirlo c'è il concorso internazionale di idee per realizzare il master plan attuativo, l'uso della bioarchitettura con materiali biotecnologici, oltre alle misure compensative". Una preoccupazione, quella di Zucchetto, che ha pervaso lo scorso agosto l'intero consiglio comunale, al momento di approvare le controdeduzioni alla proposta di Variante della Regione, poi approvate all'unanimità dalla Commissione tecnica regionale (Ctr). Anche in Valle Altanea, infatti, si è costruito in base ad una sentenza del Consiglio di Stato, come ora si farà in Valle Ossi, a meno che non intervenga la Commissione europea all'ambiente sollecitata dall'esposto degli ambientalisti (Wwf, Legambiente, Ans, Italia Nostra, Comitato difesa territorio di Caorle). Bisogna infatti osservare che il via libera del Consiglio di Stato, nel caso di Valle Altanea, non fu mitigato da misure attuative urbanistiche per impedire lo scempio architettonico e urbanistico poi emerso. Sono 13 anni, anno di adozione dell'attuale Prg da parte del Comune di Eraclea, che va avanti una vera e propria "guerra politico-legale" tra fautori e contrari all'edificazione in Valle Ossi. Una guerra che ha attraversato maggioranze politiche in Regione di diverso colore. Dopo la contestata adozione del Prg da parte del Comune nel 1990 (gli ambientalisti invasero la sala consiliare con cartelli e striscioni di protesta), che recepiva un precedente diritto edificatorio previsto dal Piano di fabbricazione degli anni '70, la Regione nel 1993 (la maggioranza era di colore diverso dell'attuale, con il verde Michele Boato a reggere l'assessorato all'Ambiente) approvò il Prg stralciando d'ufficio la possibilità edificatoria su tutta Valle Ossi. I proprietari, la società Finer, proposero ricorso al Tar che riconobbe il diritto edificatorio in base ad una presunta carenza di motivazione per lo stralcio. Sentenza confermata nel 2001 dal Consiglio di Stato: in questo caso gli ambientalisti si lamentarono per la mancanza dell'assistenza legale da parte della Regione. Invece di riformulare l'atto, rimotivandolo meglio, la Regione ha preferito seguire la via di riconoscere il diritto edificatorio, pur riducendolo ad un terzo: nel Prg adottato nel 1990 si parlava infatti di un milione di metri cubi di edificazione.

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 03.04.2003
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