| Incendiò la casa dell'ex fidanzata La ragazza: fu un gesto premeditato |
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| Scritto da Antonella Federici | |
| sabato 15 febbraio 2003 | |
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Un altro rinvio, questa volta al 14 maggio. E intanto lei s'è ricostruita la vita pezzettino per pezzettino, dopo che un giorno l'uomo da cui aveva separato la sua vita le ha bruciato la casa, e tutto quello che c'era dentro. Immobile, vestiti, oggetti, biancheria, mobili, documenti, suppellettili, macchine fotografiche che erano il suo hobby, soprammobili, ricordi... tutto. Una vita in fumo. Quella di ieri è l'ennesima puntata della storia che dura da quando Ornella conobbe Franco Vallese (nella foto) e nacque una storia d'amore; lui di Eraclea, lei di Treviso, la coppia sembrava affiatatissima, lui le portava i fiori ogni sera, si preoccupava se saltava i pasti, andavano insieme a vedere una Jaguar che lui voleva comprare, 250 milioni. «Macchè voleva comprarla - dice oggi Ornella - non li aveva! Ma l'ho scoperto dopo. All'inizio siamo andati in crociera ai Caraibi, sulla nave, per scherzo, ci siamo fatti sposare dal comandante, ma non era un matrimonio vero, lui era ancora sposato. Però poi, al ritorno, diceva a tutti che era mio marito e la gente, conoscendo me e la mia famiglia, gli faceva credito, e poi mandava i conti a me, o mi chiamava al telefono». Poi Vallese non le ha detto che aveva perso il lavoro; usciva regolarmente all'ora dovuta e rientrava come se rientrasse da una dura giornata. Alla fine lei ha saputo e lui ha detto "è vero, i soldi sono finiti"; ma lei ha continuato ad aiutarlo, anche quando ipotizzavano una famiglia e dei figli e lui le diceva: «Speriamo che siano belli come me e intelligenti come te». Gentile, il signore. «Mah, cosa vuole - dice Ornella - ci scherzavamo su. Poi a forza di gente che mi telefonava per crediti, di proteste, insomma, è finita». E così è cominciato il dramma. Una volta Franco Vallese ha rotto una finestra per entrare nella casa dove non abitava più, era casa di lei, qui a Treviso, a Selvana. Un'altra volta è entrato con la forza, ha insultato, le ha sputato addosso. La terza volta se lo è trovato a mezzanotte sulla terrazza, e intanto manifesti appesi ovunque, diffamatori di lei e della sua famiglia. Poi un giorno lei è al lavoro, il fratello Pietro sarebbe dovuto essere in casa, e invece è fortunatamente uscito. I genitori erano via. «È per questo - continua Ornella - che sostengo che lui ha premeditato l'incendio - come se la casa, se non doveva essere sua, non dovesse più essere nemmeno mia». È andato là, ricostruisce lei, ha visto una finestra aperta, è andato chissà dove a prendere una scala, è entrato. Ha buttato tutto per terra, ha preso la benzina e ha riempito tutto. Poi ha dato fuoco, non pensando che qualcosa potesse scoppiare; così prima di riuscire a scappare dal disastro è rimasto ustionato. È tornato dal fratello, hanno chiamato un poliziotto, sono andati all'ospedale di Jesolo e Franco Vallese ha confessato. Immaginiamo Ornella: torna a casa e della sua sua vita non c'è più niente. L'edificio è andato distrutto fino al tetto, l'incendio ha lesionato le strutture portanti. Sparito tutto. Lui ieri ostentava un bel vestito grigio, sciarpa bianca; quando è passato accanto a Ornella senza guardarla. «Risarcirò il danno», aveva detto, ma non ha risarcito una lira. Il perito ha detto che era ed è sano di mente. Ornella dice: «Vorrei vederlo in galera perchè non ci siano altre come me». Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 15.02.2003Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |