| Egidio, dopo le 21.30 buio completo |
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| Scritto da Maurizio Marcon | |
| sabato 15 febbraio 2003 | |
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"Eravamo assieme all'osteria di Croce, poi, dopo un po', Egidio ha deciso di voler tornare a casa e senza aspettarci è uscito e si è incamminato". Desiderio Orlando, amico di tanti "giretti" di Egidio Giacchetto, chiamato "moca", il pensionato di 67 anni, trovato morto lungo la canaletta di via Argine San Marco a Musile, racconta i suoi ultimi momenti di vita. Quella sera erano partiti in quattro amici con l'auto di "Barbi" Cappelletto di Jesolo, oltre a Orlando c'era anche Luciano Menazza, per andare a Croce di Musile a prenotare una cena. Erano le 21.30, ed i quattro amici erano al bar di Croce già da un'ora e mezza, quando Giacchetto decide di tornare a casa da solo. "Non ci abbiamo fatto caso - spiega Orlando - perchè eravamo abituati a queste sorprese: a lui piaceva camminare, faceva spesso le marcelonghe, e comunque se era in difficoltà si arrangiava, andando a pescare nei bar qualche conoscente che lo riaccompagnasse a casa". Cosa sia successo dopo le 21.30 è ancora un mistero anche se l'ipotesi più accreditata resta quella di una morte naturale, ictus o infarto sarà l'autopsia, ordinata dal pm dottor Michele Maturi, a chiarirlo. Il malore, potrebbe averlo colpito mentre stava camminando sul ciglio della strada a bordo della canaletta. Il grande freddo della serata potrebbe essere stato forse la concausa scatenante per una persona in marcia, sì giovanile e sportiva, ma sempre di quasi 68 anni d'età, che avrebbe compiuto la prossima settimana. Resta da chiarire meglio il fatto per il quale l'uomo è stato trovato senza pantaloni e con i mutandoni arrotolati alla caviglia: potrebbe aver avuto delle impellenti necessità. Di Egidio Giacchetto resta il ricordo della gente: tutti ieri in piazza a Eraclea commentando la sua scomparsa ne ricordavano la figura simpatica, generosa, di grande socialità. Un cordoglio sincero per il ricordo delle sue doti umane, una sentita tristezza. "Moca", chiamato così per una suo vecchio vezzo espressivo nell'ordinare il caffè espresso al bar, era in pensione da quattro anni: dopo aver fatto l'autista in proprio per una decina d'anni e ultimamente come dipendente nella cooperativa edilizia Socea. Lascia la moglie Malvina e tre figli: Roberto, l'unico maschio, residente in Lombardia, Edi che gestisce una pizzeria in piazza Milano a Jesolo, mamma del nipotino di otto anni a cui era molto affezionato, e Susanna sposata a Mestre. I funerali, essendo la salma ancora a disposizione del magistrato, non sono ancora stati decisi. Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 15.02.2003Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |