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Cadavere seminudo rinvenuto in un canale PDF Stampa
Scritto da Gianfranco Bedin   
venerdì 14 febbraio 2003

Un uomo è stato rinvenuto cadavere ieri mattina in una canaletta che costeggia via Argine San Marco a Musile, la strada arginale provinciale che collega Musile a Fossalta di Piave. Era seminudo, con i mutandoni alle caviglie; i pantaloni erano semisommersi nell'acqua, ad oltre due metri di distanza. Sulle gambe aveva qualche traccia di fango. Il decesso dovrebbe essere avvenuto nel corso della notte. Addosso non aveva alcun documento. In una tasca dei pantaloni c'era una mazzetta da 50 euro, per complessivi circa mille euro. Solo ieri pomeriggio è stato identificato dai familiari. Si tratta di Egidio Giacchetto, un pensionato di 67 anni, coniugato, residente in via Petrarca 51 a Eraclea. Si era allontanato da casa mercoledì sera, dicendo che andava al bar. A casa non è più tornato ed i familiari ne hanno denunciato la scomparsa. Poi la raccapricciante verità sul loro congiunto. La sua morte rappresenta sicuramente un mistero. Più ipotesi restano tuttora aperte. In un primo momento quella più percorribile pareva l'omicidio. Circostanza questa successivamente non avvallata dai Carabinieri della Compagnia di San Donà che conducono le indagini, coordinate dal Pubblico ministero, dottor Michele Maturi. Nel corpo dell'uomo, infatti, non sarebbero stati rilevati segni di violenza, ematomi o ferite evidenti. Aveva delle ferite alla fronte e al naso, che probabilmente si è procurato rotolando dalla scarpata dell'argine. Il corpo era stato notato da un passante alle 7,30 di ieri mattina. Dato l'allarme sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di San Donà ed i Vigili del Fuoco. Il cadavere era supino, semisommerso dalla poca acqua che scorre nella canaletta, con gli occhi cerulei ancora aperti. Il suo volto non celava particolari segni di sofferenza. Indossava maglione e giubbotto. Di certo è che l'uomo non è morto nè per violenza, nè per annegamento. È pure da escludere il movente della rapina dal momento che in tasca gli è stata trovata una ingente somma. Si può ritenere anche che, colto da un malore, possa essere rotolato per i circa nove metri della scarpata, finendo nella canaletta e non in grado di rialzarsi e tornare sulla strada. Una vicenda tutta da chiarire, insomma, almeno per ora. Determinante per il completo chiarimento sarà l'autopsia. Egidio Giacchetto, avrebbe compiuto 68 anni il 22 febbraio, ma non li dimostrava. Era un pensionato molto giovanile, conosciutissimo in piazza ad Eraclea per la sua socievolezza. Era chiamato simpaticamente "Moka" e frequentava il bar del centro di Eraclea, in particolare il bar Sport di piazza Garibaldi. "Una persona squisita - dicono di lui i tanti amici - sempre pronta a stare in compagnia". Prima di andare in pensione lavorava come autista nella cooperativa edilizia Socea. Lascia tre figli: Roberto, l'unico maschio, residente in Lombardia, Eddy che gestisce una pizzeria in piazza Milano a Jesolo e Susanna sposata a Mestre.

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 14.02.2003
Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A."
 

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