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Stretti, timori per l'antenna PDF Stampa
Scritto da Maurizio Marcon   
mercoledì 12 febbraio 2003

Più della petizione (sostenuta da 199 firme di residenti) vale la nuova normativa (decreto "salva-antenne Gasparri") che ha snellito le procedure liberalizzando l'installazione degli impianti di telefonia mobile. A Stretti si torna a fremere per la nuova antenna installata dalla Ericsson in via Braida terza, a ridosso della abitazioni e al costruendo edificio della nuova scuola elementare. Nonostante il sindaco Alberto Argentoni abbia espresso solidarietà ai cittadini per i timori suscitati dai rischi delle emissioni elettromagnetiche, accusate di provocare cancri e leucemie da una vasta letteratura medica, è costretto ad alzare bandiera bianca. "Confermo - spiega Argentoni in una lettera ai cittadini di Stretti - che l'installazione dell'antenna in questione è stata regolarmente autorizzata in base all'attuale regolamento comunale che prevede la possibilità di realizzare tali opere in area agricola, senza indicazioni circa la distanza dalle case. Riteniamo che sarebbe opportuno inserire nel regolamento comunale una norma relativa anche alle distanze per agire con il criterio della massima prudenza, ma la nuova normativa nazionale va invece verso una liberalizzazione della possibilità di realizzare tali impianti in qualsiasi area! Il sottoscritto si impegna in occasione dei contatti con le ditte di telefonia mobile, a chiedere lo spostamento lontano dai centri abitati ed ad adeguata distanza dalle case degli impianti attualmente realizzati ed a supporto di tale richiesta appoggia una raccolta di firme popolare che chieda tale intervento". Questa possibilità deve però nascere dalla collaborazione con le aziende di telefonia che forti della recente normativa liberalizzatrice potrebbero non accogliere onerose richieste di spostamento. Discorso diverso per i cittadini proprietari dei fondi, sede degli impianti, che al contrario potrebbero mettere sull'altro piatto della bilancia dei ricchi indennizzi la salvaguardia della salute secondo i criteri della massima prudenza. Spicca a questo proposito il caso di Augusto Florian, che appena qualche mese prima era tra i protagonisti della battaglia contro l'installazione di una antenna della Ericsson in via Braida terza e poi ha accettato di affittare un suo terreno per l'installazione dell'antenna, sempre nella stessa via. "Nel primo caso - si giustifica Florian - l'antenna era posta su un traliccio non ben ancorato a terra e c'era il rischio che cadesse, ora invece sul mio terreno l'Ericsson ha speso 600milioni (di lire) per fare un impianto come si deve". Perplessi invece i vicini di casa che ricordano come anche nel primo caso la battaglia era contro i rischi dell'emissioni elettromagnetiche.

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 12.02.2003
Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A."
 

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