| Salta una condotta, tre giorni al freddo |
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| Scritto da Maurizio Marcon | |
| martedì 11 febbraio 2003 | |
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Sabato sera è saltata a Eraclea Mare la condotta litoranea dell'acquedotto e nella zona est di Eraclea, a Caorle e a Torre di Mosto, da tre giorni sono senza acqua i piani alti e al freddo tutte le abitazioni che utilizzano caldaie-gas a riscaldamento istanteneo dell'acqua. Disagi anche per il mancato funzionamento degli elettrodomestici (lavastoviglie e lavatrici) e, nei bar, delle macchine da caffè. Fosse accaduto d'estate sarebbe stato un disastro, solo in parte attutito dall'impianto di potabilizzazione stagionale di Sant'Anna di Boccafossa sulla Livenza. Il guasto, che ha messo a nudo la vulnerabilità del sistema di erogazione della acqua sul litorale, si è verificato sui giunti in ghisa di un sifone della condotta principale da 400 millimetri, a due metri di profondità, in località Marinella a Eraclea Mare. In quel punto la condotta deve superare una condotta fognaria trovandosi a ridosso di un canale consortile. Ad aumentare la difficoltà d'intervento ci sono stati inoltre problemi di falda che hanno aggravato ulteriormente i disagi dello scavo per raggiungere il punto di rottura. Va detto che i tecnici e operai dell'Asi, l'Azienda servizi integrati, hanno lavorato giorno e notte per eseguire la riparazione nel più breve tempo possibile. Purtroppo, dopo una prima riparazione, in cui era stato sostituito il primo giunto in ghisa, presente in magazzino, si è verificata una seconda rottura ad un giunto vicino, probabilmente causata dal movimento provocato all'intero complesso sistema di giunti del sifone. Mancando in magazzino il pezzo di ricambio si è dovuto attendere lunedì per trovare qualche carpenteria aperta in grado di rifare il pezzo da sostituire. "Ad un certo punto - spiega - l'ingegner Francesco Babato, direttore dell'Asi - si è pensato di cambiare tutto il sifone. In questo periodo invernale l'acquedotto è alimentato quasi esclusivamente dagli approvvigionamenti d'acqua di falda di Candelù e Roncadelle e il sostegno alla pressione è dato dall'impianto base di potabilizzazione di Torre Caligo a Jesolo, per questo, una volta interrotta la condotta litoranea, i maggiori disagi si sono sentiti a Caorle ed in particolare a Torre di Mosto, dove l'acqua è messa in pressione dalla pompa di Sant'Anna di Boccafossa". A tarda sera si stava ancora lavorando, ma tecnici dell'Asi speravano di potere riaprire l'acqua già in nottata, quindi in anticipo di un giorno rispetto ai tempi preventivati in mattinata. Semprechè non si verifichi un'altra rottura. Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 11.02.2003Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |